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 Pizze «sospese» per confortare e regalare un sorriso a chi ne ha bisogno. Da Parma a Sant’Anastasia, chi ha voluto donare uno spicchio di sole alle famiglie del luogo è la signora Nadia, emiliana che tramite i social aveva apprezzato il senso civico del titolare di «Fèlla», rosticceria contemporanea con sede a corso Umberto, nella cittadina sotto il Monte Somma. E lui, Giuseppe Granata, giovane imprenditore con la passione per il cibo e la cucina da sempre, ha subito accettato e chiesto sostegno alla protezione civile.

Ciò che aveva colpito Nadia, tanto da farle decidere di adottare un’antica usanza tipicamente napoletana, è l’episodio che ha visto coinvolto un collaboratore del locale e che Granata aveva deciso qualche giorno prima di raccontare sui social: non si era ancora nel secondo lockdown quando una cliente, servita da Polash, bengalese che abita da tempo nel quartiere Capodivilla, si era sentito apostrofare dalla donna con parole sgradevoli, «Ma è nero, allora ha il Covid». Granata, per tutta risposta, aveva invitato la donna ad uscire dal locale e lasciare lì quanto ordinato, i tranci di pizza alla «marinara» che poi ha mangiato di gusto insieme a Polash. «Qualche giorno fa, dopo l’increscioso episodio di razzismo verificatosi nel nostro locale, tra i tanti messaggi di solidarietà ci ha scritto Nadia, una signora di Parma che ha deciso di stringersi a noi e di lasciare pizza sospesa alle famiglie bisognose di Sant’Anastasia». Detto, fatto, Giuseppe ha subito deciso di organizzarsi, con l’aiuto della protezione civile di Sant’Anastasia, per effettuare le consegne in piena sicurezza ai destinatari in difficoltà ai quali già da tempo portano sostegno con l’ausilio dei servizi sociali. Siamo contenti perché, grazie a Nadia, siamo riusciti a donare un sorriso ad oltre quaranta persone, adulti e bambini, il bene genera sempre altro bene». Il nome dei destinatari, Giuseppe non ha voluto conoscerlo. «Credo sia giusto così».  Ed è un’iniziativa che forse non finirà qui. «Sarebbe bello – continua Giuseppe – che anche gli anastasiani potessero fare un dono ai loro concittadini meno fortunati, non solo rivolgendosi a noi ma a tutti gli esercenti anastasiani, qui ci sono tanti locali, tanti bar o pub, siamo tutti amici e tutti lavoriamo con coscienza. Ci si dovrebbe pensare, un sorriso non costa tanto, anzi non ha prezzo».  Non è detto che non accada, vista la reazione entusiasta degli utenti social, che hanno molto apprezzato, e il gran lavoro che in questo frangente stanno portando avanti i volontari della protezione civile di Sant’Anastasia