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a sinistra il sindaco Del Mastro, a dx il neoletto presidente del consiglio comunale, Salvatore Cioffi
a sinistra il sindaco Del Mastro, a dx il neoletto presidente del consiglio comunale, Salvatore Cioffi

Salvatore Cioffi è stato eletto al terzo scrutinio con tutti i voti della maggioranza. Si spegne il “caso” D’Onofrio. Il sindaco: “Prova di compattezza nelle differenze”

 

Con un colpo di scena da film giallo la maggioranza del patto tra Movimento Cinque Stelle e Pd fa improvvisamente la pace e ritrova quella compattezza necessaria a fugare i timori di una crisi che sarebbe stata davvero prematura. Ieri sera infatti, al terzo ed ultimo scrutinio, è stato eletto presidente del consiglio comunale di Pomigliano Salvatore Cioffi, esponente di punta dell’M5S, uomo molto vicino a Luigi Di Maio e al suo braccio destro, Dario De Falco. Cioffi, 48 anni, impiegato del settore privato ed ex capogruppo pentastellato nella consiliatura terminata a settembre, è stato votato da tutti i 15 consiglieri della sua maggioranza e dal sindaco, Gianluca Del Mastro. O almeno così si presume visto che la votazione è stata segreta ma che i voti della maggioranza sono appunto esattamente 16. Sono invece probabilmente andati a Giovanni D’Onofrio, consigliere comunale del Pd, tutti i 9 voti dell’opposizione formata da centrodestra e civiche. Un consenso inusuale ma evidentemente dettato dalla tattica questo espresso dalla minoranza  in quanto D’Onofrio ha annunciato in diretta web la sua candidatura alla presidenza del consiglio in forte polemica con il sindaco e con il Movimento Cinque Stelle. Primo cittadino e pentastellati durante la prima seduta del consiglio, tenuta giovedi, avevano infatti votato contro la decisione di buona parte della maggioranza e di tutta l’opposizione di rinviare l’elezione del presidente a causa dell’assenza forzata dell’esponente democrat, costretto alla quarantena poiché risultato positivo al Covid. Ma Del Mastro e i 5 consiglieri M5S si sono ritrovati soli ed è passata la proposta dell’opposizione di rinviare la seduta. Ne è nato un caso politico quasi certamente scaturito dal fatto che si erano creati malumori attorno alla candidatura di Cioffi alla presidenza, che si sarebbe aggiunta ai due assessori ottenuti dall’M5S e al fatto che il sindaco è giudicato da più parti un esponente del Movimento. Ieri però è stato possibile far partecipare ai lavori dell’assemblea D’Onofrio grazie all’installazione di un collegamento on line. “Quel voto che ieri vi ha messo sotto – ha esordito minacciosamente il consigliere del Pd, rivolgendosi al sindaco – è stato un voto politico”. Quindi è stato dato il via al primo scrutinio. Cioffi ha ottenuto solo 11 voti a fronte di un quorum di 17. Un voto è andato a D’Onofrio, uno a Raffaella Morra (M5S), uno a Vera Toscano (M5S), 9 dell’opposizione a Domenico Leone (Idea e Movimento) e due sono state le schede bianche. Il secondo scrutinio è stato identico al primo. A quel punto tutto faceva presagire che il voto sarebbe andato a oltranza oppure che ci sarebbe stato un altro rinvio. Sviluppi che però avrebbero creato un nuovo e più grave caso politico. E alla fine c’è stato il colpo di teatro. Al terzo scrutinio, per il quale erano necessari solo 13 voti per l’elezione del presidente, Cioffi ha ricevuto tutti i 16 voti della maggioranza, forse anche il voto dello stesso D’Onofrio. Pace fatta quindi. Tutti rientrati nei ranghi. “E’ stato un grande risultato – ha commentato a caldo il sindaco Del Mastro – la coalizione è compatta pur nelle sue differenze”. “Ringrazio tutta l’assemblea – le parole di Cioffi – dovremo dare rappresentatività popolare e portare avanti le istanze di tutti”.