Sant’Anastasia, oggi nuovi interrogatori in carcere per Abete, Lombardi, Iorio e Montuori

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Lello Abete

Due nuovi capi di imputazione per gli indagati dell’inchiesta «Concorsopoli» e una nuova ordinanza. Le nuove accuse riguardano due altri episodi di corruzione, uno contestato a tutti e quattro gli indagati, il sindaco di Sant’Anastasia, sospeso dal prefetto, Lello Abete (difeso dagli avvocati Giovanni Pansini e Isidoro Spiezia), il consigliere comunale Pasquale Iorio (avvocato Sabato Graziano), l’ex segretario comunale Egizio Lombardi (avvocato Antonio De Simone) e l’imprenditore Alessandro Montuori (difeso dagli avvocati Vincenzo Desiderio e Antimo D’Alterio) e l’altro che riguarda soltanto gli ultimi due. Oggi stesso ci saranno nuovi interrogatori in carcere per i quattro, ritenuti dalla Procura componenti di un sistema, un’associazione a delinquere finalizzata a truccare i concorsi pubblici per lucro personale.

L’avvocato Isidoro Spiezia, difensore del sindaco Lello Abete

Ieri le udienze di Riesame per Lombardi, Montuori e gli altri due indagati che sono al momento sottoposti alla misura cautelare di divieto di dimora in Campania: Georgia Biscardi e Paolo Manna, ossia la vincitrice del concorso di istruttore direttivo contabile al Comune di Sant’Anastasia (previo pagamento di 50mila euro) e suo marito, di professione dentista. La decisione del tribunale della libertà dovrebbe arrivare oggi stesso ma, in ogni caso, la notifica della nuova ordinanza firmata dal gip Fortuna Basile, su richiesta dei pm Luca Pisciotta e Antonella Vitagliano, ne annullerebbe gli effetti, seppure si fosse deciso per la mitigazione delle misure cautelari.

Pasquale Iorio

La seconda ordinanza dell’inchiesta Concorsopoli aggrava ulteriormente la posizione degli indagati e vi si inserisce la denuncia spontanea di un trentunenne di Pomigliano d’Arco, candidato ad uno dei concorsi anastasiani, che il 6 dicembre scorso ha reso una dettagliata deposizione in Procura. Il giovane, orfano di entrambi i genitori e disoccupato, ha raccontato di essere stato avvicinato a gennaio scorso da Pasquale Iorio con la proposta di partecipare ad uno dei concorsi banditi a Sant’Anastasia e la promessa di superarlo dietro pagamento di 20mila euro.

L’avocato Vincenzo Desiderio, uno dei difensori di Alessandro Montuori

Racconta anche molto altro, il giovane, e torna in procura il 9 di dicembre. Dice ai giudici che, una volta deciso di accettare, era andato a consegnare parte della somma (frutto anche in parte di prestiti chiesti al suocero, giacché non aveva disponibilità economica), diecimila euro in contanti avvolti in un foglio di carta, nella stessa abitazione di Iorio, a Sant’Anastasia. Nelle prove preselettive risultò al primo posto, ricevendo poi dallo stesso Iorio altre istruzioni per le prove successive, un sistema dai dettagli definiti “agghiaccianti” dagli inquirenti. Nel frattempo il ragazzo si pente, non riesce a tenere per sé quello che ha fatto e si confida con una persona di sua conoscenza, un uomo che ricopre tra l’altro una carica pubblica, un preside. Un uomo che a sua volta però, riferisce quanto appreso ad una dirigente scolastica di Sant’Anastasia, non solo amica del sindaco, ma legata anche a Iorio in quanto parente della sua fidanzata.  Ed è lei (che è poi a sua volta stata ascoltata in Procura dieci giorni or sono), a chiamare Abete, raccontandogli tutto, facendo fede nell’impossibilità che in tutto ciò sia coinvolto pure lui. Ed è ovvio, da quanto in possesso degli inquirenti, che la dirigente scolastica sia realmente convinta dell’estraneità di Abete ai fatti che le avevano raccontato, una fiducia cieca che la spinge, ignara, a riportargli ogni cosa.

Come si evince dalle intercettazioni disposte dalla Procura, il sindaco nega ogni suo coinvolgimento e scarica ciascuna responsabilità su Iorio, sostenendo in ogni caso – a beneficio dell’amica –  di non credere ad una parola dicendosi però convinto che “Pasqualino” debba essere un po’ richiamato, allontanato da lui. Ma non è la verità. Perché da ciò che risulta agli inquirenti è lo stesso Abete che poco dopo chiama Iorio. I due si compiacciono reciprocamente per come sono riusciti ad insabbiare credibilmente la vicenda facendo apparire il ragazzo pomiglianese come un povero mitomane, uno sciocco avvezzo ad inventarsi qualsiasi cosa. E poi concordano quanto Iorio avrebbe dovuto riferire alla preside per allontanare da lei i sospetti che di tutta questa brutta vicenda Abete fosse il regista. Anzi, come è ben evidenziato dalle indagini, ad un certo punto Abete fa mostra di voler allontanare Iorio dal suo entourage ma i due continuano a sentirsi e parlare, anche dai rispettivi luoghi di vacanza, ad agosto scorso. O meglio, da Capo Rizzuto l’uno – lamentandosi di trovare concittadini anche dopo aver percorso 500 km per stare tranquillo – nel suo studio anastasiano l’altro.

Ma c’è un’altra intercettazione ambientale, stavolta tra il sindaco Abete e il segretario Lombardi che il gip descrive come ancor più illuminante sui rispettivi ruoli nell’organizzazione messa su per truccare i concorsi. Il dominus (Lello Abete), il procacciatore ed esattore per conto terzi (Iorio) e i due elementi indispensabili a tutto il lavoro: Lombardi che doveva presiedere le commissioni e sistemare le cose e Montuori cui spettava far combaciare i risultati delle prove facendo risultare primi i candidati paganti. Una conversazione, dicevamo, che avviene quando già si erano diffuse le preoccupanti voci, i pettegolezzi, rispetto agli stessi. E tra i due si fa strada l’idea di dare una sorta di «lezione» al ragazzo di Pomigliano d’Arco che si era fatto sfuggire indiscrezioni. Ma alla fine è il sindaco, Lello Abete, a imporre a Lombardi di non estrometterlo dalle graduatorie, una scelta motivata dalla paura che farlo fuori potesse essere pericoloso e che potesse poi denunciare tutti loro. Alla fine, nonostante tutto, è andata proprio così.

L’altro nuovo capo di imputazione, per il reato di tentativo di induzione indebita, riguarda soltanto Lombardi e Montuori, rispetto ad un’altra vittima ancora che poi però, alla fine, non ha voluto pagare. Si tratta di un partecipante al concorso presentato a Montuori da un’altra persona, l’assessore di un comune della provincia di Salerno.

Oggi, con le attese decisioni del Riesame di Lombardi, Montuori, Biscardi e Manna si potrà delineare in ogni caso l’impatto delle accuse sui giudici del tribunale della libertà. Nel frattempo, mentre Lombardi si è dimesso da ogni carica e Iorio sta per fare altrettanto da quella di consigliere comunale – come conferma il suo avvocato Sabato Graziano –  il sindaco Abete, fino a questa mattina, non ha fatto pervenire le sue dimissioni dal ruolo di primo cittadino di Sant’Anastasia, sebbene sospeso dal Prefetto.

Egizio Lombardi con Lello Abete, in alto a destra Pasquale Iorio