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A Sant’Anastasia ci sono «veri uomini», così si sentiranno magari coloro che hanno creduto di fare una bravata vergando sul manifesto elettorale della candidata al consiglio comunale Cettina Giliberti la frase «bona da scopare, non da votare».

Non intendiamo censurare nulla di questa frase orribile, anche se le menti non pensanti che l’hanno scritta avessero inteso solo fare una goliardata. Non intendiamo farlo per un semplice motivo: sul manifesto di un uomo non sarebbe accaduto. Seppur fosse stato un bellissimo uomo. Il problema è culturale: è bionda, è formosa, dunque è un oggetto.

Non intendiamo citare nemmeno la coalizione con la quale la Giliberti, psicologa e già assessore alle politiche sociali, è candidata. Semplicemente perché non importa. L’atto che è stato compiuto dovrebbe essere condannato da un coro unanime di indignazione che abbraccia tutti gli schieramenti.