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Il vicesindaco Mario Trimarco

Polemiche sull’accantonamento della somma di 320mila euro per la fattura riguardante un servizio prestato più di tre lustri fa, giunta in municipio a dicembre 2019. Il vicesindaco Trimarco: «Faremo chiarezza, ma al momento abbiamo preferito la strada della prudenza».

Undici voti a favore, due astenuti (Iervolino e Maiello del Pd), quattro voti contrari (Pone, Caserta, Sannino, Punzo del gruppo Popolari e Riformisti) sul punto all’ordine del giorno inerente l’assestamento generale di bilancio 2020 e la salvaguardia degli equilibri, con relazione presentata dal vicesindaco Mario Trimarco, assessore al bilancio. Un documento che ha poco di politico, come ha tenuto a specificare l’assessore Trimarco, giacché si tratta di un «controllo» eseguito su un bilancio di previsione e un consuntivo varati dal commissario prefettizio. L’unico punto sul quale il gruppo Popolari e Riformisti, che ha annunciato ed espresso voto contrario riguarda la decisione di accantonare una somma di 320mila euro per un «debito» non ancora chiaro: si tratta, infatti, di una vicenda che parte da lontano, da metà degli anni duemila ma solo adesso l’amministrazione di turno ne è venuta a conoscenza. In pratica, il 18 dicembre 2019, proprio lo stesso giorno in cui il consiglio comunale dell’epoca, a seguito dello scandalo Concorsopoli, si dimetteva, arrivava all’attenzione del comandante della polizia locale, Pasquale Maione, una fattura di 320mila euro riferibile pare al trasporto e alla detenzione di veicoli e motocicli effettuati negli anni di riferimento, vale a dire più di quindici anni or sono. «In verità ne sappiamo ancora poco, non è chiaro se questa somma sia o meno dovuta, ma solo che è stata notificata una fattura elettronica che il comandante non ha materialmente accettato – ha spiegato Trimarco – ora sarà nostra cura verificare, trovare una soluzione ed eventualmente capire se si può fare opposizione. Abbiamo il dovere di tutelare l’ente in ogni caso ed entro il 31 dicembre capiremo se questa somma sia o meno dovuta». Un atteggiamento di prudenza, dunque, che ha generato però il voto contrario agli equilibri di bilancio del gruppo Popolari e Rifomisti. «Riteniamo sia un documento lacunoso e controproducente – dice il consigliere Caserta, predecessore di Trimarco nella responsabilità del bilancio comunale – ci chiediamo come sia possibile prevedere somme pronte per il pagamento di fatture riconducibili a ben quindici anni fa senza prima avviare un’istruttoria atta a valutare se tali somme siano dovute o meno: con questa decisione sciagurata si accantona una somma di 320mila euro già pronta ad essere sborsata, basta che passi al prossimo consiglio comunale come debito fuori bilancio e noi, ovviamente, voteremo contro anche in quel caso. Ad ogni modo interrogheremo sul caso la Corte dei Conti e chiederemo di più al comando di polizia locale».

Sul punto, dopo vari interventi in aula, specificatamente dei consiglieri Mario Gifuni, Peppe Maiello, Nicoletta Sannino e Santina Viola, è intervenuto il sindaco Carmine Esposito il quale ha tenuto a rimarcare, concordando con il suo vice, che si tratta di un accantonamento meramente prudenziale. «Una volta esperite le procedure che ci porteranno alla verità, e acquisiti i pareri legali, ci comporteremo in maniera consequenziale». Astensione per i consiglieri del Partito Democratico. «Chiedo pubblicamente all’assessore Trimarco, quando sarà venuto a capo della faccenda riguardante i 320mila euro, di rendicontarci almeno con una comunicazione ai capigruppo, nel frattempo ci asteniamo sull’assestamento di bilancio».

 

 

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