Sarebbe giovedì 10 novembre la data definitiva, quella che segnerebbe la «partenza» del servizio da Sant’Anastasia. Scartate tutte le ipotesi, compresa la soluzione della scuola Elsa Morante dove in alcuni locali l’Asl spese anche un bel po’ di migliaia di euro per poi fare marcia indietro, le disposizioni sembrano definitive, tant’è che si starebbero impacchettando tutti i presidi sanitari per trasferirli in quel di Pollena Trocchia. Mancano cinque giorni, dopo mesi di tira e molla. Il sindaco Abete: «Una scelta scellerata». Il consigliere di opposizione Coccia (Pd): «Se così dovesse essere faremo le barricate, siamo pronti ad incatenarci ai cancelli».
Il servizio 118 migra a Pollena Trocchia. Da qui a qualche giorno, la data fissata sarebbe – da fonti attendibili – giovedì 10 novembre, Sant’Anastasia non potrà più contare sull’ambulanza. Ormai da molti mesi, su uno dei pochissimi servizi Asl rimasti in città, pendeva la «condanna», ma l’allarme sembrava rientrato a luglio scorso, quando il sindaco Lello Abete, dopo vari incontri con dirigenti dell’azienda sanitaria fece diffondere una nota stampa esultante (leggi qui), spiegando che il servizio 118 sarebbe rimasto a Sant’Anastasia. Da allora qualcosa deve essere cambiato, i responsabili Asl hanno visitato più di un locale, ma nessuno è stato ritenuto ufficialmente idoneo. Nemmeno quello, pare, dove tutti i servizi Asl, compresa la Farmacia e il presidio veterinario, alloggiavano fino a pochi mesi fa, ossia fin quando l’azienda ha lasciato lo stabile smantellando tutto e trasferendo i servizi, ritenendo il mantenimento della struttura troppo oneroso. Inizia perciò il conto alla rovescia, meno cinque giorni e anche il 118, come accaduto con la farmacia (spostata a Cercola), con la prevenzione collettiva (a Pomigliano d’Arco) andrà via. Non senza lotta, però. Almeno così giura il consigliere comunale di opposizione Raffaele Coccia (Pd): «Il nostro partito è disposto a far le barricate – dice Coccia – siamo tuttora in contatto con il distretto 51 tentando di scongiurare lo smantellamento del 118 ma se così non fosse, prima del 10 novembre ci incateneremo ai cancelli. Da quando ho saputo che la data era stata, almeno ufficiosamente, comunicata, non sono mancati incontri e telefonate con i dirigenti dell’Asl Na 3 Sud. Qualche mese fa protocollammo una nota in consiglio comunale con la proposta di spostare la postazione del 118 nell’immobile di via Garibaldi di proprietà della stessa Asl. Ci fu anche un sopralluogo nel quale si verificava l’idoneità dello stabile e la disponibilità degli spazi da mettere a disposizione del servizio di emergenza sanitaria».
Il sindaco Abete sembra invece più fiducioso. «Ho interloquito con la direzione amministrativa e la direzione generale dell’azienda – spiega il primo cittadino – la possibilità che il servizio rimanga nella struttura ex Asl di via Arco, ritagliandosi solo i locali necessari, è concreta. Del resto dovrebbero spiegarci come mai si pensa a tagliare le spese a Sant’Anastasia per andare a pagare la stessa cifra altrove. Abbiamo proposto anche altre opzioni, come locali comunali che necessiterebbero però di lavori, in ogni caso tenteremo ogni strada per arginare questa decisione che considero a dir poco scellerata». Il servizio 118, soltanto nel 2015, ha compiuto sul territorio di Sant’Anastasia ben duemila interventi. Presto – se le “barricate” e gli ottimismi non dovessero dar frutti, l’ambulanza per eventuali soccorsi dovrà arrivare da fuori paese. La soluzione era stata trovata mesi fa con un accordo che prevedeva una postazione accanto alla scuola Elsa Morante, ma anche quella possibilità, e tanto di convenzione, è saltata. La vicenda ha effettivamente del paradossale: da Sant’Anastasia migrano servizi con un’unica giustificazione, ossia il taglio dei costi. Ma, ci chiediamo, altrove l’Asl non paga fitti? A quanto ammonta il sia pur desiderabile risparmio – se c’è, sia chiaro – a fronte del disagio creato ai cittadini?



