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Il viceprefetto Stefania Rodà

Nei mesi scorsi si è visto di tutto, dalla caccia agli untori alla diffusione dei contagiati via whatsapp, nomi e cognomi dei suddetti spiattellati in chat, divenuti virali e messi alla berlina.

La mamma dei cretini è sempre incinta si suol dire, ma non ci si aspettava certo che una violazione del genere arrivasse dal Comune di Sant’Anastasia, retto al momento dal commissario prefettizio Stefania Rodà. E invece…le due ordinanze pubblicate all’albo pretorio del municipio ieri, lunedì 8 giugno 2020, sono la bandiera dell’approssimazione: la numero 94 è del 4 giugno e applica la misura della sorveglianza attiva domiciliare e fiduciaria fino al 13 giugno ad un soggetto risultato positivo al test sierologico. Se nell’oggetto dell’ordinanza il nome è schermato, basta proseguire con la lettura per trovarvi nome, cognome, data di nascita, indirizzo e numero civico. Una défaillance che una pubblica amministrazione non può e non deve consentire. Una svista, un caso isolato? Non ci pare, perché la seconda ordinanza (la numero 92 dell’8 maggio), che è la rettifica della numero 88 del 2020 la quale disponeva la sorveglianza attiva per tre persone (i nomi sono leggibili perché schermati in maniera assolutamente superficiale) ordina la sorveglianza attiva e l’isolamento, anche qui fino al 15 giugno (nel documento è scritto 15 maggio, pensiamo che sia un errore anche questo), per una ultrasettantenne della quale è nuovamente indicato nome, cognome, data di nascita, strada di residenza e numero civico. L’albo pretorio di Sant’Anastasia è da tempo fonte di errori marchiani ma se sulla grammatica è magari possibile chiudere un occhio, forse non si può fare altrettanto con la diffusione urbi et orbi di dati sensibili. Le ordinanze sono naturalmente firmate dal commissario Rodà ma della leggerezza chi risponde?

Naturalmente siamo in possesso, nostro malgrado perché mai avremmo voluto conoscere i nomi dei soggetti, delle ordinanze, c’è da auspicare quanto meno che chi di dovere rimedi all’errore e magari chieda scusa alle due persone che ci paiono già abbastanza in difficoltà senza che i loro nomi debbano passare di bocca in bocca.