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Il 3 giugno, in “diretta streaming”, il convegno conclusivo del progetto.  Il D.S. Domenico Ciccone e Gianfranco Nappi ricordano Aldo Masullo, che dedicò a Bruno articoli e libri. La complessità del pensiero di Giordano Bruno, che la Yates, Reale e Antiseri considerano un “mago ermetico, del tipo più radicale”. L’importanza di progetti che consentono ad alunni e a docenti di confrontarsi con i fondamenti della storia culturale del territorio.

 

E’ stato un progetto importante. Lo dimostrano i numeri, 7 scuole del Nolano, 22 moduli, 500 alunni. Lo dimostra il convegno finale, che il 3 giugno si è svolto, perché il virus così ha voluto, in “diretta streaming” sulla pagina “fb” (vedi immagine in appendice). Hanno partecipato all’incontro a distanza il prof. Domenico Ciccone, dirigente scolastico dell’Istituto “R. Levi Montalcini- G. Ferraris” di Saviano, scuola capofila, e tra gli altri, anche Gianfranco Nappi, direttore della rivista “Infinitimondi”, nome chiaramente bruniano. Era giusto che gli alunni delle scuole del Nolano si confrontassero in modo sistematico con un Nolano che fu protagonista della cultura europea del ‘500, il secolo del “mondo nuovo”- nuovo in ogni senso-, e che con la morte tra le fiamme del rogo costrinse la Chiesa a riflettere sul proprio ruolo e sul proprio destino. Il prof. Domenico Ciccone è stato, da sempre, promotore di eventi e di manifestazioni culturali che consentissero ad alunni e a docenti di approfondire la conoscenza della storia del territorio, delle “radici”. Perciò nel suo intervento egli ha ricordato la figura di Aldo Masullo, il filosofo recentemente scomparso, che ha dedicato un libro importante a Giordano Bruno, “Maestro di anarchia”, di quell’ “anarchia” particolare che in un celebre passo dello “Spaccio de la bestia trionfante”  Bruno disegnò come l’ordine di una società in cui tutte le diversità vengono rispettate e la dignità umana nasce dalla ricerca non dell’unità, ma dell’unione.Dunque, per Masullo e per  Nappi  lo “spirito” di Bruno sta idealmente accanto a tutti coloro che hanno combattuto per la libertà e la democrazia, dai moti del ’99 alla Resistenza. Domenico Ciccone e  Gianfranco Nappi hanno, da diversi punti di vista, condiviso la convinzione di Aldo Masullo che il pensiero di Giordano Bruno è uno dei fondamenti della “modernità”. Mi permetto di sottolineare questo punto, perché Giovanni Reale e Dario Antiseri hanno sostenuto una tesi radicalmente antitetica: “ Farlo un precursore della rivoluzione del pensiero moderno, nel senso in cui opererà la rivoluzione scientifica, non sembra possibile, perché i suoi interessi erano di tutt’altra natura: magico- religiosi e metafisici. La sua difesa della rivoluzione copernicana si fonda su basi del tutto diverse da quelle su cui si era fondato Copernico, tanto che qualcuno ha avanzato addirittura dei dubbi che Bruno avesse inteso il senso scientifico di quella dottrina.” (Storia della filosofia, Bompiani, vol. 4, pag. 418). Giovanni Reale e Dario Antiseri condividono totalmente la tesi che Frances Amelia Yates ha sviluppato nel libro “Giordano Bruno e la tradizione ermetica”: “ Egli era un mago ermetico del tipo più radicale, con una sorta di missione magico- religiosa”.

Non è questa la sede adatta per approfondire gli aspetti della complessa questione. Resta intatta l’importanza del progetto, che prevedeva anche rappresentazioni teatrali e mostre di artigianato d’arte con gli alunni nel ruolo di attori e di artisti. Il virus non ha consentito che questo “capitolo” importante del progetto venisse presentato al pubblico. Ma Domenico Ciccone ha promesso che, quando il virus lo permetterà, il sipario si alzerà e tutti potranno vedere direttamente di cosa sono capaci – sono parole del dirigente scolastico-  le scuole del Nolano, gli alunni, i docenti, i tecnici. E io aggiungo: i dirigenti.