«Esci fuori che ti ammazzo». «Cornuto», «Ricc***one» ed una lunga sequela di insulti ai danni del parroco che ieri, 8 novembre, stava officiando il rito funebre di un uomo ancor giovane, finito in ospedale dove alla notizia del suo decesso, il giorno prima, i figli avevano fatto fuoco e fiamme contro i medici.
Ebbene, il dolore non è una giustificazione. Ma lo stesso don Ciccio commenta: «Una giustificazione no, un’attenuante sì, comprendo il loro dolore, la rabbia per la scomparsa del congiunto. Per me è finita tutta la storia già qualche minuto dopo, sono loro vicino e non c’è nulla da perdonare». Ma cosa è successo nella chiesa collegiata di Santa Maria La Nova durante quel rito funebre? Cosa è accaduto, prima degli insulti che hanno spinto la comunità di Santa Maria La Nova a firmare un manifesto di solidarietà al parroco facendo cenno ad una «continua campagna denigratoria» nei confronti di don Ciccio e assicurandogli sostegno e affetto?
È accaduto, testimonianza di chi era presente, che permaneva un costante vocio di sottofondo in chiesa, che durante la funzione religiosa c’era un via vai di persone che si avvicinavano ai familiari del defunto per far loro le condoglianze, che il parroco aveva ammonito alcuni dei presenti invitando al silenzio e pregando di spegnere i telefonini dopo che si erano già sentiti in chiesa ripetuti squilli, che qualcuno si era poi lamentato dell’omelia. Non sono ammonimenti nuovi a Santa Maria La Nova, da parte del parroco inviso a molti, soprattutto a chi vive in maniera “bigotta” la fede. Da parte di chi in chiesa ci va non per ascoltare la Parola ma le chiacchiere. Non sarà il caso di questa famiglia che stava vivendo già un dolore insopportabile e che don Ciccio, stando alle sue parole, ha già perdonato. Al parroco è arrivata, con un post facebook, anche la solidarietà del sindaco Abete.



