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Sant’Anastasia, ente applica correttamente la Tari. Sindaco e assessori: nessun rimborso

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Al contrario di alcuni Comuni italiani che, a causa di un errato calcolo, potrebbero trovarsi di fronte alla possibilità da parte dei cittadini di richiedere il rimborso parziale della TARI, l’Ente anastasiano non ha applicato tasse errate nei calcoli.
Il Sindaco Raffaele Abete e l’Assessore alle Finanze Dott. Caserta Mariano unitamente al Responsabile del Servizio Tributi Antonio Esposito, ritengono corretto chiarire alla cittadinanza che il Comune di Sant’Anastasia, dal 2013 ad oggi, non ha mai calcolato secondo un’erronea modalità sia la TARES che l’attuale TARI.
A partire, infatti, dal 2013, con l’introduzione della TARES, poi trasformata in TARI nel 2014, le abitazioni pagano una tariffa composta da una quota fissa, proporzionale al numero del mq. dell’abitazione ed una quota variabile, proporzionale al numero di componenti del nucleo familiare.
“E’ noto il “question time” relativo all’interrogazione parlamentare n. 5-10764 inerente le modalità di calcolo della quota variabile della TARI sulle utenze domestiche, che chiedeva di sapere se la quota variabile dovesse essere calcolata una sola volta per le utenze domestiche, pur se costituite da più locali separatamente accatastati, oppure separatamente ad ogni singola unità immobiliare, spiega l’assessore alle Finanze, Mariano Caserta. Tali dubbi, chiariti poi dal Ministero delle Finanze, erano dovuti al fatto che alcuni comuni, in passato, in presenza di un’abitazione nonché di eventuali pertinenze (ad es. cantinola, box auto, sottotetto, ecc.) hanno erroneamente applicato la quota variabile della tariffa, ovvero quella proporzionale ai componenti del nucleo familiare, sia all’abitazione che alla singola pertinenza, determinando, quindi, una tariffa notevolmente più elevata rispetto a quella che sarebbe risultata considerando la quota variabile una sola volta. La nostra Amministrazione, invece, non ha mai, sin dal 2013, calcolato la TARES prima nonché la TARI poi secondo l’erronea modalità di cui al punto precedente, ovvero non ha mai applicato alle pertinenze dell’abitazione la quota variabile relativa alle utenze domestiche proporzionale, quest’ultima, al numero di componenti del nucleo familiare. Da sempre abbiamo calcolato il tributo sulle pertinenze soltanto sulla base dei mq. di ampiezza del singolo locale pertinenziale”.

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