CONDIVIDI
Alessandro Montuori

Avrebbe confermato tutte le risultanze delle indagini, l’imprenditore salernitano Alessandro Montuori, titolare della Agenzia Selezioni e Concorsi. Difeso dagli avvocati Vincenzo Desiderio e Antimo D’Alterio, Montuori è il secondo indagato, dopo l’ex consigliere Pasquale Iorio che è già da dicembre è ai domiciliari, a comparire volontariamente dinanzi ai pm Luca Pisciotta e Antonella Vitagliano per rispondere del proprio coinvolgimento nell’inchiesta che ha fatto venire fuori l’irregolarità dei concorsi pubblici tenutisi a Sant’Anastasia.

Per il momento l’imprenditore, colui che materialmente truccava le prove concorsuali, resta in carcere così come l’ex sindaco Lello Abete e l’ex segretario comunale Egizio Lombardi. Mentre in Procura ancora si continuano a sentire altri candidati, Montuori ha raccontato ai pm tutto ciò che poteva, comprese le modalità utilizzate per alterare i risultati delle prove. I pm gli hanno chiesto nomi, circostanze, luoghi, modalità e lui avrebbe risposto ad ogni cosa, negando però di aver preso soldi per modificare le graduatorie facendo risultare primi alcuni candidati rispetto ad altri. Avrebbe ammesso, infatti, di aver accettato di truccare le prove ma di averlo fatto per «accreditarsi» ulteriormente nei confronti di chi avrebbe, in seguito, potuto ancora utilizzare i servigi della sua agenzia.

Dalla determina 1205 di ottobre 2019 si evince che l’agenzia è stata pagata, per i tre concorsi anastasiani, con la somma di 15mila e 900 euro. Altri soldi, secondo la versione che l’imprenditore avrebbe reso ai pm, non sarebbero entrati nelle sue tasche.