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fumo nero dall'inceneritore, ieri mattina
fumo nero dall'inceneritore, ieri mattina

 

Fumo nero dai camini dell’inceneritore di rifiuti. La foto, impietosa, è stata scattata ieri mattina da un cittadino del posto che l’ha poi fatta girare nel web. E’ un’immagine che sta facendo preoccupare. “Chi deve garantire la nostra salute? Chi ci assicura che tra i rifiuti solidi urbani di Napoli conferiti o ancora da conferire all’inceneritore non si nascondano rifiuti speciali e pericolosi, che per legge non devono essere bruciati?”. E’ questo intanto il dubbio sostanziale avanzato dagli ambientalisti acerrani, guidati da Alessadro Cannavacciuolo, e dal Partito Democratico di Acerra sul via libera allo smaltimento nel termovalorizzatore delle 600 tonnellate di rifiuto tal quale proveniente dal capoluogo in emergenza. In un comunicato i democrat definiscono “inaccettabile questa situazione anche alla luce del fatto che Napoli non si è dotata di impianti intermedi” auspicando che “la Regione Campania inauguri una nuova stagione della gestione dei rifiuti anche attivando le bonifiche e rendendo più chiaro, efficace e trasparente il sistema di controllo della qualità dell’aria”. “C’è un problema di trasparenza – concludono i democratici – che coinvolge pure il ruolo istituzionale del sindaco di Acerra”. Dopo la pubblicazione dei dati allarmanti dell’Arpac sulla qualità dell’aria ad Acerra, relativi al 6 e 7 gennaio, gli ambientalisti hanno presidiato l’ingresso del termovalorizzatore per denunciare l’arrivo di rifiuti direttamente da Napoli, giunti senza passare per il trattamento di tritovagliatura degli stir, ormai in grave sofferenza tecnica. Ma i dati del 6 e del 7 sono stati poi annullati dalla stessa Arpac “per un guasto alla centralina”. “Quando siamo andati a protestare Sapevamo benissimo – puntualizza Cannavacciuolo – che l’inceneritore può anche bruciare il tal quale. Ma chi ci garantisce che nel tal quale non siano finiti anche amianto, rifiuti radioattivi, batterie, mercurio o altro ancora ? A Napoli del resto sta succedendo di tutto. La gente sta scaricando attorno ai cassonetti qualsiasi cosa per cui – si chiede ancora l’ecologista – perché noi che in questi territori facciamo la differenziata e paghiamo la tassa sui rifiuti dobbiamo poi pagare lo sfascio di Napoli”. Gli ambientalisti hanno chiesto e ottenuto l’arrivo, l’altro giorno, nel termovalorizzatore dei carabinieri del NOE, il Nucleo Operativo Ecologico. Effettuato un controllo sulle attività di smaltimento. Nel frattempo ieri l’Arpac ha pubblicato l’ultimo dato sulla qualità dell’aria di Acerra. I valori hanno sforato anche ieri, ma di poco. Si sono tenuti molto bassi: 53 microgrammi per metro cubo di pm10, 3 microgrammi più del livello massimo consentito. Valori irrilevanti invece nella zona industriale della città.