CONDIVIDI
Il candidato sindaco del centrosinistra Enzo Iervolino e il segretario del Pd Sant’Anastasia, Antonio Pone.

Vincenzo Iervolino, 62 anni, oncologo in servizio al Pascale, due master in management sanitario e terapia del dolore, già sindaco di Sant’Anastasia dal 1997 al 2007, l’unico che abbia governato per dieci anni ininterrotti la città, già presidente della comunità del Parco Vesuvio e, in virtù di un gemellaggio al quale teneva e tiene ancora moltissimo, cittadino onorario di Betlemme. Tra i suoi capisaldi, la dottrina sociale della chiesa.

Ed è lui il candidato sindaco del Partito Democratico per le amministrative 2020, presentato ieri nella sede anastasiana dei democrat in una conferenza stampa, con accanto il segretario del partito Antonio Pone ma anche un esponente del Psi, Arturo Capatti a spiegare le ragioni dei socialisti già saldamente con Iervolino, infine Franco Bruno in rappresentanza di Rifondazione Comunista e – come ha tenuto a dire – dell’associazione L’Altra Sant’Anastasia. Un’associazione però che, insieme ad una parte della sinistra, ancora non gradisce il nome di Iervolino maldigerito da chi avrebbe, in queste ultime settimane, lavorato per la candidatura di una donna. Ma l’uscita pubblica di ieri è sintomo di una decisione caldeggiata dalla base anastasiana del partito e da altri alleati. «Occorreva una persona che avesse comprovata capacità di gestione, che fosse simbolo di onestà e trasparenza, una garanzia» – dice il segretario Antonio Pone che ha messo l’accento anche su un centrosinistra ricompattato, come non accadeva da più di un decennio.  Franco Bruno ha fatto leva su sentimenti di ribellione, definendo Iervolino «il sindaco adatto per un’inversione di tendenza» e ricordando altre amministrative anastasiane, le prime dopo il cambiamento della legge elettorale che sancì in quel periodo l’elezione diretta del sindaco: «Questo paese ha una storia, nel 1995 ci fu una ribellione di massa dei cittadini che invocavano il vero cambiamento e lo dissero con il voto, eleggendo Mario Romano. Può accadere ancora». Quanto ai socialisti, Capatti ha puntato su due elementi fondamentali: un centrosinistra compatto e un candidato sindaco che le sue capacità le ha già dimostrate. «Dopo il 2007 non abbiamo più avuto in questo paese il “titolo” della politica». E lui, il candidato sindaco, ha parlato di svolta. «La politica è servizio, impegno, responsabilità civile, abbiamo aperto una campagna di ascolto sul programma e l’impostazione che darò sarà tutta basata sulla partecipazione: i cittadini dovranno dire la loro sul piano urbanistico comunale, sul bilancio, modificheremo il regolamento del consiglio comunale affinché esponenti dei consigli di quartiere che andranno costituiti in ogni realtà del territorio possano proporre, indirizzare a scelte partecipate e condivise». Sugli anni scorsi, sul ciclone «Concorsopoli» che ha investito l’amministrazione uscente decapitandola a pochi mesi dalle elezioni, sugli anni di governo di coloro che adesso sono i suoi competitor, l’ex sindaco Carmine Pone che ha governato dal 2007 al 2009 e Carmine Esposito, sindaco dal 2010 al 2013, Iervolino concede solo accenni. «Tredici anni, tre sindaci, tre commissari, non lo dico per infierire, ma questo deve far riflettere i cittadini: non c’è stata crescita, non c’è stato benessere. Ora dobbiamo riprendere i fili con un programma che non per caso abbiamo voluto intitolare “Sant’Anastasia Città promotrice della salute 2020 – 2025”, tenendo presente anche un altro ciclone, quello rappresentato dalla pandemia, che ha sancito l’inadeguatezza della sanità territoriale, cosa di cui un sindaco è responsabile». Si dice pronto al confronto con gli avversari, Iervolino. E vuole parlare solo di programmi. «Chiederò ad entrambi di firmare un documento congiunto, affinché ci si ponga nei confronti della città con spirito di servizio e trasparenza, discutendo unicamente del futuro di Sant’Anastasia».