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Il candidato sindaco Carmine Pone ha illustrato ieri in una diretta streaming i capisaldi del suo programma o, meglio, gli spunti programmatici che rappresentano le sue priorità e ha subito chiarito di non essere disponibile sul terreno di uno scontro fatto di insulti, privilegiando i contenuti programmatici. Puc, cimitero comunale, servizi al cittadino, ivi comprese dunque le politiche ambientali intese come pulizia del paese, al momento con una raccolta differenziata che si attesta miseramente sul 45 per cento.

Ha iniziato, Pone, da quella che ha definito la «madre di tutte le deliberazioni», ossia il Piano Urbanistico comunale. «Non c’è sviluppo o progresso possibile se non si stabiliscono una volta per tutte le regole entro le quali la comunità può e deve crescere». Ed ha ricordato, il candidato sindaco già primo cittadino dal 2007 al 2009, che fu lui a dare l’incarico, con una gara europea, per la redazione del piano. «Oggi ancora non c’è e questa è una cosa gravissima, è come se un’auto pretendesse di circolare senza sapere dove andare». Un risultato, mancato in questi ultimi anni e che ha causato anche polemiche roventi, come quella tra l’ex vicesindaco Carmen Aprea e l’ex sindaco Abete che non volle far arrivare in porto il puc approntato e stando alla sua vice già pronto. Lo stesso Puc che ieri un altro candidato sindaco, Iervolino, ha detto di voler rivedere alla luce di una più ampia partecipazione popolare. Pone lo definisce «necessità ineludibile» e prosegue: «Non appena però lo avremo licenziato e stabilito finalmente dove potranno insediarsi opifici industriali, attività artigianali e commercio, dovremo fare immediatamente un’altra battaglia, sottraendo all’incertezza molte attività ora distribuite a casaccio, coloro che così, per mancanza di un “disegno” e di regole, possono però portare a casa un pezzo di pane». «Saranno salvaguardate» – promette e poi invita a non guardare ai vincoli della zona rossa imposta dalla presenza del rischio vulcanico come ad un impedimento. «Per troppi anni la si è percepita come una riserva indiana alla quale ribellarci, invece dobbiamo guardarla in positivo: ci dicono che non possiamo più crescere demograficamente, ma coloro che vi lavorano devono poterlo fare con serenità». Ed anche questo, secondo Pone, è uno degli obiettivi del futuro piano urbanistico e di quello che verrà dopo.

Altra priorità è dedicarsi al cimitero comunale. «Una comunità non può definirsi civile se non ha rispetto per i propri defunti, a momento il cimitero di Sant’Anastasia è un cantiere aperto e lo è già da dieci anni. Dovremo spiegare alla ditta che non può essere così per i prossimi diciotto, va richiamata alle proprie responsabilità. Sui «servizi», Pone torna al mantra della sua campagna elettorale del 2007: efficienza e tagli agli sprechi. «I criteri di maggiore efficienza significano minori costi che gravano sulla collettività. Io ho lasciato la raccolta differenziata al 65 per cento, la trovo attestata, oggi, a venti punti in meno. Ciò vuol dire che la ditta va «scossa» quando si lascia andare. Non per voglia di rigore ma perché significa che si deve lavorare meglio. Mi fa invidia un comune come Pozzuoli che oggi può esentare dal pagamento della Tari mille famiglie: fatte le debite proporzioni, da noi sarebbero almeno 500». L’obiettivo a portata di mano, secondo Pone, è recuperare dalla messa a regime di molti servizi, risorse sufficienti da dirottare nell’immediato su problematiche sociali. «In autunno la realtà sociale sarà a rischio esplosione, occorrerà arginare la deriva che colpirà famiglie già ai margini prima che raggiungano l’orlo del baratro. Il problema sociale ad ottobre sarà gravissimo, secondo il report della Banca d’italia un terzo delle famiglie italiane non riuscirà, tra tre mesi, nemmeno a fare la spesa». Ha chiuso con un appello, Carmine Pone: «Io e la mia squadra ci metteremo il massimo impegno, i cittadini scelgano anche tenendo presente la credibilità di un leader».