Neanche il tempo di un assestamento e l’atmosfera a San Sebastiano incomincia a surriscaldarsi. Neanche 24 ore dopo le primarie con la scontata vittoria di Salvatore Sannino e il veleno incomincia a scorrere nella rete.
C’è chi incomincia a sostenere teorie e complotti contro questo e quel candidato, chi inneggia alla futura vittoria e chi fa spallucce. Ma, il convitato di pietra, l’ombra di Pino Capasso, rispunta all’improvviso tra i commenti di facebook, con le presunte telefonate ai più recalcitranti degli elettori e in aiuto al suo epigono ed ex vicesindaco Salvatore Sannino. Qualcuno sostiene che anche l’ex gloria, Giorgio Gallo, abbia dirottato il suo cospicuo patrimonio di preferenze da Panico verso Gianluca Sannino.
Ma la cosa più bella ed esilarante è stata quella del manifesto apparso ieri mattina per le vie del paese, un manifesto a nome di una fino ad ora sconosciuta “Associazione ricreativa San Sebastiano liberi”. Tale associazione attacca duramente e senza mezzi termini Pino Capasso e Salvatore Sannino, accusandoli di aver fatto proselitismo nella struttura sportiva della piscina comunale. Fin qui niente di strano, lo stesso Sannino aveva preferito il porta a porta invece del pubblico confronto, prima di passare alle urne e come abbiamo detto, l’ex sindaco pare sia sceso in campo con visite e telefonate ma la cosa che più ci lascia perplessi è perché proprio adesso? Perché questo manifesto non è uscito più opportunamente prima delle primarie? Qualcuno ancora sostiene che vi siano stati addirittura impedimenti alla sua pubblicazione ma anche quest’eventualità, come tutta questa storia ci pare una forzatura che non sta né in cielo e né in terra.
Ora non sappiamo se questa associazione esista davvero o sia fittizia e se dietro ci sia un’eminenza grigia come molti azzardano ma sta di fatto che questo manifesto rischia di essere un casus belli che infiammerà quel che resta della campagna elettorale. Sì perché risulta evidente quanto quest’ultima novità possa sconvolgere il già debole equilibrio creato all’indomani del delinearsi di un candidato unico. Il sapere che Pino Capasso vada a farsi una nuotatina alla piscina e che lo accompagni il suo vice e che ne frattempo facciano propaganda elettorale, assieme a tutto il pregresso, potrebbe spingere gli altri candidati del PD a infrangere il patto di non belligeranza.
È ovvio che anche le altre parti in causa dell’agone politico locale potrebbero ottenere giovamento da questo caos che, in caso di dissidio interno al Partito Democratico, potrebbe disperdere i circa 2.000 voti utili alla compagine sinistrorsa per capitalizzare buona parte del risultato delle scorse elezioni comunali.
Non ci resta quindi che ridere o piangere di questa pantomima, figlia legittima di quella che dalle rocambolesche dimissioni di Giuseppe Capasso detto Pino ci hanno condotto fin qui.



