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San Giuseppe Vesuviano, il libro sulla cappella seicentesca di San Giuseppe

Domani 6 ottobre si terrà a San Giuseppe Vesuviano presso il salone parrocchiale in via Piave 24 la presentazione del libro di Luigi Ambrosio, Angelo Catapano e Felice Marciano dal titolo La cappella seicentesca di San Giuseppe e Mons. Giuseppe Ambrosio fondatore del santuario alla luce di nuovi documenti.

 

Domani 6 ottobre si terrà a San Giuseppe Vesuviano presso il salone parrocchiale in via Piave 24 la presentazione del libro di Luigi Ambrosio, Angelo Catapano e Felice Marciano dal titolo La cappella seicentesca di San Giuseppe e Mons. Giuseppe Ambrosio fondatore del santuario alla luce di nuovi documenti. Interverranno S. E. Mons. Francesco Marino, Vescovo di Nola; Padre Rosario Avino, direttore del Centro Giovanile Giuseppini del Murialdo; Prof. Giuseppe Palmisciano della Pontificia Università Teologica dell’Italia meridionale di Napoli. Modererà l’Avv. Raffaele Menzione, docente presso l’Istituto d’Istruzione Superiore E. Torricelli di Maniago in provincia di Pordenone. Vi sarà un intermezzo musicale curato dal Maestro Prof. Domenico Sodano e dal suo giovane allievo Pasquale Ferrara.

San Giuseppe Vesuviano amena e ridente cittadina della provincia di Napoli, posta a tre km sul declivio orientale del monte Somma e del Vesuvio, si estende su una ampia ed ubertosa pianura, dal clima dolce e salubre. Nonostante i non indifferenti danni subiti nell’ ultima guerra, il Comune, dopo la sua autonomia, ha molto arricchito il suo patrimonio edilizio con centinaia e centinaia di nuovi fabbricati sorti dappertutto. L’antica chiesa seicentesca parrocchiale, che sorgeva nella piazza Garibaldi là dove oggi sorge il sontuoso santuario, si presentava umida e scalfita con alcune parti che minacciavano rovina. Nel settembre del 1896 l’ingegnere Francesco Foschini, ospite di San Giuseppe Vesuviano, fu invitato a studiare un progetto di ampliamento della chiesa, cercando di mantenere quanto più si potesse del vecchio. In venti giorni il progetto fu pronto ed il giorno 8 novembre dello stesso anno si pose la prima pietra. In pochi mesi i lavori svolti anziché aumentare l’entusiasmo con cui si era iniziata l’opera, portarono allo scoraggiamento totale. Le somme di denaro stabilite erano esaurite. Fu allora che il Dottor. Raffaele Cola, medico chirurgo del paese, coadiuvato dai benestanti locali, costituì una Commissione per ripigliare l’esecuzione dei lavori. Ma fu Don Peppino Ambrosio, giovane sacerdote della chiesetta di rione Rossilli, a proseguire con slancio ed entusiasmo l’incarico dopo che il Dottor Cola era ritornato attivamente alla sua professione di medico. Il 18 maggio 1900 il piccone demolitore cadde ad abbattere la vecchia chiesa. Il 14 maggio 1905 furono inaugurate le colonne della navata centrale di granito di Baveno, fornite dai fratelli Adami. Anche dopo l’eruzione del 1906 i lavori continuarono ed in breve tempo fu innalzata la cupola maestosa, che fu terminata alla fine dell’ottobre del 1908. Intanto il Dott. Raffaele Cola era deceduto e Don Peppino Ambrosio aveva assunto su di se tutta la responsabilità dell’opera. Mancava la facciata in stile classico rinascimentale che fu terminata nel giugno 1926, grazie ai sacrifici di Don Peppino, che espose addirittura in pericolo anche la sua salute, affrontando viaggi non solo nella provincia di Napoli ed in altri paesi della Campania, ma anche più lontano. Sua Santità Padre Pio X, oltre a dare il Suo augusto interessamento ed il suo obolo, volle concorrere anche all’arredamento del Santuario, inviando un pregevole calice ed un turibolo d’argento, una pianeta bianca e biancheria per gli altari. Il progetto dell’architetto Guglielmo Raimondi senior fu approvato dalla popolazione e a coronamento di tutta la facciata fu posto uno splendido cornicione, sormontato da una bellissima balaustrata dove sul timpano centrale di esso si erge maestosa la statua di San Giuseppe donata all’epoca dal Cav. Giuseppe Ambrosio.

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