Non sarebbe un episodio isolato, ma il sintomo di una criticità che da tempo interessa il sistema dell’emergenza territoriale campano. A lanciare l’allarme è una segnalazione giunta in forma riservata alla nostra redazione da un operatore che si qualifica come dipendente della postazione 118 di San Gennaro Vesuviano e che trova riscontro anche nell’attenzione dedicata al caso dall’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, che ha rilanciato la vicenda attraverso un post sui propri canali social.
Secondo quanto riferito, l’automedica dell’Asl Napoli 3 Sud starebbe affrontando una grave carenza di personale medico. Dal 19 giugno, infatti, numerosi turni sarebbero stati svolti senza la presenza del medico a bordo e, salvo modifiche dell’ultima ora, la situazione dovrebbe protrarsi fino al 30 giugno, con copertura garantita soltanto in due turni notturni.
La segnalazione evidenzia come nella postazione sarebbero presenti soltanto due medici, a fronte di un fabbisogno di almeno quattro professionisti per assicurare la piena operatività del servizio. Una condizione che, secondo il dipendente, costringerebbe spesso a lasciare l’automedica inutilizzabile proprio nelle situazioni di maggiore emergenza.
Il problema avrebbe ripercussioni ben oltre il territorio di San Gennaro Vesuviano. L’automedica, infatti, rappresenta un importante supporto anche per i comuni limitrofi, tra cui Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Pomigliano d’Arco, Brusciano e Castello di Cisterna, intervenendo quando gli altri mezzi risultano già impegnati.
Nella nota viene riportato anche un episodio avvenuto durante un turno privo di medico, quando la Centrale Operativa del 118 avrebbe contattato ripetutamente l’equipaggio per verificare la disponibilità del sanitario in occasione di presunti codici rossi, circostanza indicata come emblematica delle difficoltà organizzative.
L’appello finale è rivolto all’Asl Napoli 3 Sud e alla nuova amministrazione regionale guidata dal presidente Roberto Fico, affinché vengano adottati interventi urgenti per rafforzare gli organici del 118. Una richiesta che si accompagna alla preoccupazione per gli imminenti pensionamenti di altri medici dell’emergenza territoriale, con il timore che, senza nuove assunzioni, le criticità possano aggravarsi ulteriormente, incidendo sulla tempestività dei soccorsi e sulla sicurezza dei cittadini.







