Come dichiarato dal Comune di Pomigliano D’Arco, dal 28 giugno 2026 cesserà la fase sperimentale della nuova ZTL, con ritorno alle vecchie disposizioni
Un nuovo cambio di marcia per la zona a traffico limitato della città di Pomigliano D’Arco, ormai da diversi mesi nell’occhio del ciclone.
A poco più di un mese dall’introduzione delle nuove disposizioni per la sperimentazione di un’area pedonale all’interno del centro cittadino, l’amministrazione comunale ha annunciato che ci sarà un ripristino delle regole, con un ritorno a quelle precedenti.
Infatti, con l’ordinanza dirigenziale n. 282 del 25 giugno 2026, dal 28 giugno 2026 è prevista la revoca della ZTL e dell’area pedonale sperimentale.
Le misure introdotte lo scorso maggio prevedevano l’istituzione di un’area pedonale temporanea nel centro cittadino e l’ampliamento delle fasce orarie della ZTL, con lo scopo di ottenere effetti positivi sulla mobilità sostenibile, sulla sicurezza urbana e sul tessuto economico locale.
A seguito di un confronto tra l’Amministrazione comunale, la Consulta Ambientale, gli uffici competenti e le associazioni dei commercianti è arrivata la decisione di sospendere anticipatamente la sperimentazione in atto. La decisione, con un’ordinanza firmata dal Comandante della Polizia Municipale Gennaro Parisi, è stata poi resa operativa.
Come spiega il Comune di Pomigliano D’Arco: “La sperimentazione ha consentito di raccogliere elementi utili per valutare gli effetti delle misure sulla mobilità urbana. Tuttavia, le eccezionali ondate di calore delle ultime settimane non hanno permesso di acquisire dati pienamente rappresentativi delle normali condizioni di utilizzo degli spazi pubblici.”
I dati raccolti però verranno lo stesso utilizzati per redigere un nuovo Piano Urbano del Traffico e per valutare una nuova possibile riproposizione della sperimentazione (con correttivi) nel prossimo autunno.
Sul dietrofront effettuato dall’amministrazione sono intervenuti l’Associazione Eco e il Gruppo OLTRE, dichiarando che il modo giusto di fare politica è quando si ascoltano le difficoltà, si corregge il problema laddove sia stato fatto un errore e non quando si pretende di essere infallibili.
Le Associazioni, in modo congiunto, spiegano: “Il ritiro del provvedimento era però una scelta doverosa al fine di costruire uno strumento più efficace, equo e realmente rispondente alle esigenze del territorio.
La lungimiranza consiste proprio nel saper prevedere le conseguenze delle decisioni e nel richiamare per tempo l’attenzione sulle criticità. Rimediare ad un errore è la giusta politica che serve ai cittadini: seria, responsabile e capace di trasformare gli errori in occasioni di miglioramento.”





