Rifiuti liquidi nel bosco di Acerra: chiesta la riapertura del depuratore “ex Indesit”. E’ rivolta nel web

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il depuratore ex nell'area ex Indesit
il depuratore ex nell'area ex Indesit

Previsto uno smaltimento di 50 tonnellate al giorno di rifiuti liquidi anche industriali.

 

 

E’ in arrivo un altro impianto per il trattamento dei rifiuti e dietro l’angolo c’è, inevitabile, l’ennesimo braccio di ferro con gli ambientalisti e con tutti quelli che nel territorio si battono contro l’ampliamento del grande polo dei rifiuti di Acerra. Stavolta è stata chiesta alla Regione Campania l’autorizzazione per la riapertura del depuratore ubicato nell’aerea ex Indesit, nel bosco di Calabricito, zona di interesse storico, archeologico e naturalistico. Obiettivo: smaltire rifiuti liquidi speciali, anche industriali, all’interno della struttura. La richiesta è stata presentata da una società di Pomigliano che si occupa di trasporto stradale delle merci. Dovrà essere valutata dalla conferenza dei servizi organizzata per il 30 settembre prossimo negli uffici del dipartimento ecologia della Regione Campania, al Centro di Direzionale di Napoli. Ma c’è una levata di scudi ad Acerra. Ieri l’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo ha “lanciato” questa notizia attraverso i social. Ne è subito scaturita una lunga sfilza di commenti tutti molto critici nei riguardi del progetto. C’è chi addirittura si è spinto a promuovere una manifestazione di piazza per “sventare questo nuovo arrivo indesiderato”. “Basta: non vogliamo più essere la pattumiera della Campania”, il refrain del web. “Entro il 30 settembre metteremo in piazza il nostro no – preannuncia Cannavacciuolo – questo progetto è incompatibile con il piano regolatore vigente dal 1982. L’area del depuratore in zona ex Indesit, risalente agli anni Settanta, è stata infatti successivamente dichiarata nel prg “a destinazione agricola” per cui non si possono realizzare al suo interno nuove attività industriali e men che meno attività industriali di smaltimento dei rifiuti”. Il depuratore che la società di Pomigliano vuole riattivare fu realizzato e autorizzato per depurare le acque reflue delle fabbriche dislocate accanto, al confine con il Casertano, con il comune di Cancello. Poi, con il progressivo smantellamento industriale l’intero complesso produttivo fu acquistato da un gruppo immobiliare che lo frazionò e lo vendette a pezzetti. Uno di questi “pezzetti” è il depuratore, finito nella proprietà dell’azienda di trasporti pomiglianese che ora vuole smaltire e stoccare 50 tonnellate al giorno di rifiuti liquidi speciali provenienti dalla Campania o anche da fuori regione. Questo progetto si aggiunge a un altro piano di smaltimento dei rifiuti: la centrale a biometano, gas per carburanti da autotrazione che dovranno essere prodotti dalla fermentazione di oltre 80mila tonnellate all’anno di rifiuti organici. L’impianto è stato individuato in un’altra zona, nell’aera ASI, a poca distanza dall’inceneritore. E in questo caso la Regione, a marzo, ha già rilasciato l’Autorizzazione Integrata Ambientale, cioè il sostanziale via libera a questo tipo di impianti. Ma il Comune ha presentato ricorso al Tar per cui probabilmente l’azienda proprietaria, di Napoli, attenderà la fine del contenzioso giudiziario prima di aprire il cantiere in caso di esito favorevole al progetto. Nel frattempo contro l’arrivo della grande centrale di gas da rifiuti si è pronunciato più volte il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna. “Basta veleni: è contro Dio”, l’anatema del prelato pronunciato davanti ai fedeli, nel duomo della città. Rifiuti e ancora rifiuti. Proprio accanto al territorio acerrano è prevista la realizzazione di un impianto di compostaggio dei rifiuti organici, a Pomigliano. Dovrà essere realizzato dal Comune lungo la provinciale Pomigliano-Acerra. Il piano è di produrre compost dal trattamento di 24mila tonnellate all’anno di organico urbano proveniente da Pomigliano e dai comuni vicini. Anche qui però si stanno registrando forti resistenze. I sacerdoti stanno organizzando contro questo piano manifestazioni, processioni e veglie di preghiera.