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Era l’anno scolastico 1962 – 63 quando nel Liceo scientifico “V. Cuoco” di Napoli, alla presenza dei genitori, furono premiati gli alunni vincitori delle borse di studio concesse dall’Amministrazione Provinciale. Tra questi c’erano due studenti della sezione distaccata di Somma Vesuviana.

Furono quindici gli studenti premiati, che vale ricordare: Aldo Sgueglia, Salvatore Fioretti, Vincenzo Mozzillo, Giuseppe Fedele, Ciro Panacea, Antonio Sasso, Pasquale Scarano, Sergio Billwiller, Umberto Magliuolo, Pietro Esposito, Bruno Scorza, Mauro Gargiulo, Vincenzo Marzatico e, a sorpresa, due studenti delle sezione staccata di Somma Vesuviana: Raffaele Allocca, il compianto Sindaco di Somma Vesuviana, e Gabriele Vitagliano.  I due giovani sommesi ottennero il relativo attestato ed un assegno di ben 30 mila lire all’epoca. Presenziarono alla premiazione, su espresso invito della Presidenza, l’assessore alla Pubblica Istruzione, prof. Occipite Di Prisco, il segretario alla Divisione Studi, avv. Achille Rossi, e l’ing. Fernando Pennarola, l’addetto alle scuole dell’Ufficio Tecnico Provinciale. Il preside del Liceo, prof. Rodolfo Pizzarello, mise in evidenza la portata della premiazione che doveva costituire un forte incentivo per l’alunno a superare se stesso. Nell’occasione a nome del collegio dei professori e della scolaresca tutta, il Preside rivolse un sentito ringraziamento al Presidente dell’Amministrazione Provinciale Antonio Gava, all’Assessore Di Prisco e agli Amministratori, i quali, in una gara spontanea, senza riguardo a tendenze politiche, avevano operato in favore della scuola, per migliorare le sorti dei giovani, i quali trovano in essa confortevole asilo, adeguati ed aggiornati sussidi didattici, tecnici e scientifici. Il giovane Raffaele Allocca, poi, all’esame di maturità fu particolarmente bravo, riconoscendo addirittura un errore nella traccia della prova di matematica. Un’ intuizione questa che gli valse una nota di grande merito. Nel 1969 la quasi sconosciuta sezione staccata del liceo “Cuoco”, come abbiamo letto negli articoli precedenti, ottenne l’autonomia e cominciò a camminare con le proprie gambe. Quanti ricordi ed emozioni da un liceo di provincia. Il compianto Preside Gabriele Perillo, succeduto  nel 1980 a Leopoldo Saggese, aveva sempre concesso il giusto riconoscimento agli ottimi docenti, alla loro opera preziosa, che ne determinò l’arricchimento strutturale, con la ripresa della ricca biblioteca sino ad allora trascurata e disordinata, con l’istituzione di nuovi modernissimi laboratori scientifici, con  l’introduzione di tecniche sperimentali e con iniziative culturali, che portarono il liceo alla ribalta in campo nazionale e pure all’estro. Agli inizi degli anni Novanta, dopo il preside Gabriele Perillo, arrivò il prof. Silvano Striato. All’epoca c’erano molti problemi strutturali, legati soprattutto alla carenza di aule e alla sicurezza. Ma c’era – ricorda Striato – da parte di tutti, la volontà di far crescere una scuola che era ben inserita e ben voluta dalla comunità locale. In particolare fu efficace l’interessamento dell’Amministrazione Comunale di Somma Vesuviana che fornì suppellettili e attrezzature. Il suo successore, il prof. Antonio Caiazza, si adoperò, invece, perché fosse chiusa la succursale di via Verdi a ridosso della Circumvesuviana. La struttura scolastica si presentava come uno scatolone pericoloso ed inagibile. Il preside Caiazza non solo costrinse tutti, docenti, alunni e personale non docente, nonché i genitori, a fare i sacrifici, istituendo un doppio turno, ma prese in prestito anche alcuni locali presso le scuole elementari e medie. La Provincia di Napoli, dal canto suo, fu costretta a dotare il Torricelli di una sede degna della sua tradizione e del suo valore. Fu così che all’inizio dell’anno scolastico 1997/98 il Torricelli si trasferì finalmente nella nuova sede in via Sant’Aloia. Quando arrivò il nuovo preside Ciro Torrà nel 1997, il Torricelli era angustiato purtroppo da un nuovo problema: il doppio turno. Ormai il liceo era diventato la moda: il luogo comune. Tutti gli studenti, invogliati dai loro genitori, preferivano il liceo a discapito di altri istituti. Una sorta di rivincita sociale: il liceo era stato sempre visto come la scuola dei figli di illustri personalità. Il Preside Torrà ebbe, però, la capacità e l’umiltà di dare ascolto a tutti: voleva conoscere le problematiche dietro ogni giovane, che secondo lui, non era un numero ma una persona. Oltretutto fu dato ascolto alle famiglie nel tentativo di collaborare con loro alla crescita dei figli. Tutto questo – riferisce il preside – grazie anche al merito di un corpo docente, che riuscì a condividere negli anni il suo intento con sacrificio e spirito di dedizione. Quando Torrà concluse la sua attività, il  Liceo Torricelli era diventato una sola famiglia. Il complesso scolastico fu lasciato alla saggia guida del dirigente scolastico (e non più preside) Prof. Sabatino D’ Agostino di Ottaviano, uomo di grande cultura e professionalità.