Il governo taglia i fondi alle regioni: solo 2,6 milioni per il 2014. Soldi che Palazzo Santa Lucia investe in corsi destinati a chi vuole imparare un mestiere ed ottenere subito la “qualifica professionale”.
In Campania, la regione con il più alto tasso di disoccupazione giovanile in Italia, sopra il 50 per cento, le risorse per avviare al lavoro i giovani non arrivano.
Per l’anno 2013-2014 nessuno studente campano si è iscritto a “percorsi di formazione professionale” ed il governo centrale taglia i fondi: solo 2,6 milioni per il 2014. Soldi che Palazzo Santa Lucia investe in corsi destinati a chi vuole imparare un mestiere ed ottenere subito la “qualifica professionale”. La Campania è, dunque, ultima nel riparto dei finanziamenti rispetto alle regioni italiane più popolose: la Lombardia riceve 57 milioni di euro, la Sicilia 17 milioni. Lo schiaffo al governatore Stefano Caldoro e all’assessore al Lavoro Severino Nappi porta la data del 19 marzo: trasmesso a via Santa Lucia il decreto firmato dal direttore generale del ministero del Lavoro Salvatore Pirrone. Ecco i soldi pubblici che collegano la scuola al mondo del lavoro.
Gli uffici interni di via Santa Lucia spiegano che il problema è da addurre alle “scelte tecniche e politiche errate che durano da 10 anni”. La vecchia giunta Bassolino aveva puntato su “programmi alternativi”, i cosiddetti Pas, svolti negli istituti professionali, coinvolgendo coloro che abbandonavo l’istruzione. Corsi biennali, laddove per la qualifica riconosciuta a livello nazionale ce ne volevano tre. Via dagli istituti professionali con il duo Caldoro-Nappi che ha concentrato 50 milioni di fondi europei sui “poli formativi”, aperti ai privati.








