Nessuno crede più, dopo gli studi di Panofsky, di Benjamin e di Barthes che una fotografia sia solo la riproduzione fedele della realtà oggettiva: essa è interpretazione e commento di quella realtà. E questo vale anche per le fotografie di alimenti. Le riflessioni di Marra e di Mazzarelli. Il valore del “rosso” nella foto del “piatto” di cui oggi si pubblica la ricetta.
Ingredienti (per 4 pers): 400 g di calamarata, 150 gr di tonno sott’olio, 100 g di olive nere, 1 scatola di pomodori pelati o pomodorini, 1 cucchiaio scarso di capperi salati, 1\2 spicchio d’aglio, 1 cipollina, 4 cucchiai d’olio extravergine d’oliva, 1\2 peperoncino, prezzemolo. Versate 4 cucchiai d’olio in una padella grande e fate riscaldare un po’: Aggiungete mezzo peperoncino, qualche gambetto di prezzemolo tagliuzzato, la cipolla e mezzo spicchio d’aglio e fatelo dorare. Immettete le olive nere nella padella e i capperi salati senza sciacquarli; poi versate mezzo bicchiere d’acqua delle olive e fate insaporire per 5 minuti. Versate i pomodori pelati, fate cuocere per 10 minuti e poi collocate il tonno ben sgocciolato. Aggiungete un mestolino d’acqua di cottura al sugo,
scolate la pasta al dente, calatela nel sugo della padella amalgamate spadellando per qualche minuto. Servire il piatto con prezzemolo.( sito: La cucina di napoli)
Claudio Marra e Federica Mazzarelli spiegano la loro “passione” per le immagini di alimenti pubblicate dai volantini pubblicitari dei supermercati – tranci di lombata color rosso vivo, e sinfonie di melanzane, broccoli e peperoni – non con una inclinazione personale verso il cattivo gusto, ma con la convinzione che aveva ragione Walter Benjamin. Il quale nelle sue complesse riflessioni sull’arte della fotografia notava che una foto di persone, di luoghi o di “cose” rappresenta la realtà in modo diretto, diciamo così “oggettivo”, e nello stesso tempo, in modo “astratto”, nel senso che, “astraendo” le figure fotografate dal contesto ambientale, le caricano di significati nuovi: è la stessa operazione che sta alla base delle “invenzioni” di dadaisti e di surrealisti. La fotografia “rappresenta” e contemporaneamente “presenta”: ragionando sul “ritratto” di una pescivendola fotografata a metà dell’Ottocento da David Octavius Hill scrive Benjamin che quella fotografia ci impone di conoscere il nome della donna, cosa che non accadrebbe se il “ritratto” fosse un quadro. Nel 1980 Roland Barthes, commentando “nelle pagine belle e intense” della “Camera chiara” la fotografia di una tavola imbandita, scrive che quella foto non è una “copia del reale”, ma “un’emanazione del reale passato”.“ In questo senso la fotografia non va semplicemente considerata un’ immagine iperrealistica, come banalmente si potrebbe essere portati a dire, ma l’esercizio esperienziale della realtà stessa. Non è qualcosa che coinvolge solo il senso della vista, ma è l’occasione, seppure virtuale, per una vera e propria forma di relazione sinestetica” Questa capacità viene esaltata quando il soggetto fotografato è il cibo e non è un caso che oggi le immagini pubblicitarie di pasta, formaggi e vini siano “curate” da fotografi che sanno sfruttare le potenzialità del mezzo. Ma anche nei volantini pubblicitari dei supermercati “quel pezzo di carne, quel pesce, quelle verdure, paiono al tempo stesso verissimi e totalmente finti. Si mostrano pronti e afferrabili come se disposti in bella mostra sul banco di un negozio, ma anche lontani e irraggiungibili perché del tutto falsi e quasi al limite della plastificazione”.Nella fotografia del piatto di cui parliamo oggi il rosso del pomodoro e il viola denso delle olive dominano la scena, mettono ordine nella mobile confusione del sugo, lasciano un piccolo spazio al verde del prezzemolo. Ma il “rosso” si scioglie nell’olio di cui la pasta è imbevuta, e alla fine la “calamarata” rivendica e riconquista la sua centralità, aprendosi verso di noi e inducendoci a prefigurare il piacere che proveremo quando ne gusteremo un pezzo alla volta, dopo averlo bagnato un’ultima volta nel sugo… Un piacere sinestetico, a cui si aggiunge quello dei ricordi.
(fonte foto:rete internet)

