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Protesta contro il cementificio: l’avvocato di Perrotta rettifica. La replica del giornalista Pino Neri

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In merito alla richiesta di rettifica inviata dall’ avv. Gianmario Sposito, in ordine all’articolo pubblicato in data 02.02.2019 sulla testata giornalistica “IlMediano.it”, il sottoscritto, giornalista professionista Pino Neri, deve necessariamente premettere che la notizia riportata è immediata manifestazione del diritto di cronaca che, come noto, consiste nella facoltà di pubblicare tutto quanto è collegato a fatti e/o avvenimenti di interesse pubblico e/o che accadono in pubblico.

Il diritto di cronaca è incluso nell’ordinamento italiano tra le libertà di manifestazione del pensiero ed è costituzionalmente garantito.
Orbene, affinchè sia possibile la divulgazione di notizie a mezzo della stampa, devono ricorrere le seguenti condizioni:

a. la verità oggettiva della notizia pubblicata;
b. la pertinenza alla narrazione, ossia la sussistenza di un interesse obiettivo del pubblico alla conoscenza del fatto;
c. la continenza, cioè la correttezza formale dell’esposizione.

Tutti questi requisiti sono stati rispettati nell’articolo in esame, visto che il problema di cui si è narrato riveste un certo interesse pubblico.
E ancora il sottoscritto precisa.

Punto primo: il giorno primo febbraio 2019 un gruppo di donne con i loro bambini ha effettivamente formato un presidio di protesta, l’ennesimo, davanti all’ingresso della Impianti e Strutture SpA.

Punto secondo: le dichiarazioni ritenute mendaci sono quelle che hanno rilasciato al giornalista le manifestanti: le dichiarazioni, infatti, sono tutte contenute nelle parti virgolettate, così da evitare equivoci interpretativi.

Punto terzo: la pubblicazione della foto della ciminiera del cementificio da cui fuoriesce una imponente e quindi più che visibile colonna di fumo è puro dovere di cronaca in quanto è stato a causa di questa fuoriuscita che le donne hanno protestato ancora una volta contro il cementificio.

Punto quarto: la polvere nera ha invaso effettivamente in quei giorni le abitazioni di masseria Fornaro-Ciccarelli ma giammai Pino Neri ha attribuito la presenza di questa sostanza al fumo fuoriuscito dalla ciminiera, come invece viene erroneamente contestato; per precisione espositiva si deve evidenziare che nemmeno nelle dichiarazioni delle manifestanti, contenute nelle parti dell’articolo virgolettate, viene fatto riferimento a questo rapporto tra la ciminiera, il fumo sprigionato da essa e la polvere nera.

Punto quinto: l’affermazione del sottoscritto sul fatto che si sia creata un’incompatibilità tra molta gente del posto e il cementificio è desunta dalle numerose manifestazioni, proteste e denunce della stessa gente contro lo stesso cementificio.

Punto sesto: si contesta a Pino Neri di essere approssimativo nel suo ormai trentennale lavoro di giornalista professionista ma il giornalista ricorda bene, come del resto è dimostrabile, di aver telefonato nella stessa giornata del primo febbraio sia all’imprenditore Perrotta che al suo legale. Perrotta ha però detto a Neri che si sarebbe dovuto rivolgere al suo legale ma quest’ultimo, una volta interpellato telefonicamente, si è rifiutato di rappresentare al giornalista la versione dei fatti aziendale: in caso contrario, come è sempre stato fatto, si sarebbe riportata anche la versione fornita dall’azienda.

Il sottoscritto
Pino Neri