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giovedì, Dicembre 2, 2021

Premio “Città di Ottaviano” 2016. Tra i premiati, il Maestro Luigi Monterossi, Rino Genovese e Antonio Cangiano.

Premiati anche Angelo Forgione e Carmine Cimmino. La manifestazione, organizzata dal Comitato Civico “A. Cifariello” e da Gennaro Barbato e condotta da Giovanna Salvati, si è svolta nella Chiesa del Rosario. Tra gli ospiti anche il dott. Mario Fabbrocini, cardiochirurgo di fama internazionale.

 

La Chiesa del Rosario è un museo: conserva statue splendide, preziosi intarsi di marmi e di ceramiche, reliquiari del sec.XVIII, quadri di Francesco Curia, di Andrea Boscoli, di Antonio Sarnelli, di Nicola Maria Rossi, e, nell’ipogeo, le tombe dei Medici che furono principi di Ottajano. In quell’ipogeo si trovano anche i resti mortali di Luigi de’ Medici, che fu Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno delle Due Sicilie. Non ci poteva essere cornice più adatta per la manifestazione di sabato sera, durante la quale sono stati proclamati i vincitori della IV Edizione del Premio “Città di Ottaviano”, organizzato dal Comitato Civico “A. Cifariello”, di cui è presidente Carmine Granato, e da Gennaro Barbato, e destinato a segnalare l’attività di coloro che si impegnano nella tutela e nella promozione dell’immenso patrimonio di valori culturali, scientifici e ambientali di Napoli e del suo territorio. L’edizione 2016 del Premio ha avuto il patrocinio dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, del Consiglio Regionale della Campania e dell’Amministrazione Comunale di Ottaviano, che era rappresentata dalla dott.ssa Virginia Nappo, vicesindaco, e dalla prof.ssa Marilina Perna, assessore alla cultura.

Quest’anno i premi sono stati assegnati a Angelo Forgione, che scrive di storia e di civiltà napoletana e al giornalista Rino Genovese, che ogni sabato porta le telecamere del TG3 Campania alla scoperta dei luoghi meravigliosi e delle tradizioni della nostra regione: il Genovese è stato uno dei primi a sottolineare l’importanza del turismo antropologico, che concentra la sua attenzione sulle opere dell’uomo su cui si costruiscono nel tempo i luoghi d’arte, i borghi, l’ambiente stesso. Sollecitato da Giovanna Salvati, che conduceva la manifestazione, il giornalista ha raccontato che quando era ragazzo fece un’escursione notturna al Vesuvio partendo proprio da Ottaviano, e ha aggiunto, tra gli applausi, di ricordare ancora, nitidamente, la bellezza dei sentieri montani e la cordialità e la simpatia dei ragazzi ottavianesi che facevano parte della comitiva.

Antonio Cangiano è stato premiato – un premio veramente “speciale”-per l’eccezionale lavoro che egli svolge quotidianamente a tutela dell’archeologia derelitta”, in una regione in cui ci sono non solo Pompei, Ercolano, Cuma, Paestum, Velia, ma anche decine di siti che aspettano di essere riscoperti, difesi, pubblicizzati, trasformati in capitoli nuovi di quella storia della Campania i cui fondamenti non sono stati ancora correttamente individuati. Proprio questa certezza spinge anche Gennaro Barbato e gli amici del gruppo archeologico a disegnare la topografia antica del territorio tra Nola e il Vesuvio secondo linee e schemi che sono assai diversi da quelli adottati fino ad oggi dall’ archeologia ufficiale. Antonio Cangiano è anche un fotografo di intensa sensibilità e di tecnica raffinata: gli “scatti” che egli pubblica su “fb” sono un appassionato omaggio al valore filosofico della luce di Napoli.

Tra una premiazione e l’altra si sono esibiti i giovani musicisti dell’associazione “Aquas Musica- Quartieri Scampia – Centro Urtado”, diretti dal Maestro Luigi Monterossi. Ascoltare “ Concerto di Aranjuez” e “ Moon River” mentre gli occhi si posavano sulla tela di Francesco Curia e sulla statua della Madonna con Bambino uscita dalla bottega del Ghiberti è stato un momento di pura emozione, al di là di ogni retorica: la bravura di questi ragazzi, provenienti da un quartiere difficile di Napoli, ha confermato ancora una volta quanto sia magico il potere della musica nell’aggiungere bellezza alla bellezza delle opere d’arte e nell’aprire gli animi di tutti alla speranza. Il Maestro Luigi Monterossi ha meritato il premio speciale non solo per la nobile generosità dell’impegno che egli dedica all’ educazione musicale dei ragazzi di Scampia, non solo per la prestigiosa carriera che lo ha portato ad essere la “prima tromba” dell’orchestra del “San Carlo”, ma anche per la modestia e per la riservatezza con cui ha costruito e ha vissuto il suo straordinario rapporto con la più affascinante delle arti. Luigi Monterossi è un’eccellenza ottavianese: ed è merito della giuria averlo sottolineato e ricordato.

La prof.ssa Marilina Perna ha consegnato il premio – una targa incastonata su pietra lavica- a Carmine Cimmino, e ha illustrato l’importanza dei suoi studi sulla storia di Ottaviano e del Vesuviano. E’ toccato allo storico un secondo elogio, tributato dal dott. Mario Fabbrocini, cardiochirurgo di fama internazionale, ottavianese, a cui il premio “Città di Ottaviano” venne assegnato anni fa, e che del prof. Cimmino fu alunno. “Il dott. Fabbrocini è riuscito a commuovermi – ci ha detto, a bassa voce, il professore -. I prodigiosi valori scientifici e i saldi principi morali su cui egli ha costruito la sua carriera sono la prova definitiva del fatto che la cultura autentica non conosce la distinzione in materie e discipline: è un solo inesauribile slancio dell’intelletto e dei sentimenti. Nell’ operare i malati egli mette la stessa geniale cura del dettaglio che metteva nel tradurre dal greco e dal latino.”. Ma il professore si è commosso anche per un altro motivo: direttore artistico della manifestazione era Daniele Ciniglio, figlio di Carmine che fu – dice Cimmino –“mio amico fraterno. La sua morte ha lasciato un vuoto incolmabile anche nella politica ottavianese, di cui egli fu protagonista e ironico cronista”.

Conclusa la cerimonia in chiesa, pubblico, organizzatori e premiati si sono trasferiti nel chiostro, per rendere il dovuto onore al ricco e delizioso buffet

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