Pomigliano, stadio comunale: il gip convalida sequestro. “Abusivo il nuovo blocco”

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Il giudice per le indagini preliminari ha affermato che c’è il fumus del reato di abusivismo edilizio nell’adeguamento dello stadio alla massima serie del campionato femminile  

 

Spogliatoi, sala stampa, saloni, parcheggi: secondo le accuse della magistratura è abusivo l’ammodernamento dello stadio comunale di Pomigliano, quello, per intenderci, in cui gioca un miracolo di provincia, la squadra di calcio femminile che milita in serie A dall’inizio di questa stagione. Intanto per il tribunale di Nola sarebbero stati realizzati senza uno straccio di permesso a costruire i nuovi locali sorti allo scopo di adeguare lo stadio agli standard imposti dalla massima serie del campionato. Alla fine quasi ottocento metri quadrati di locali, un moderno blocco bianco lungo trenta metri, sono stati sequestrati d’iniziativa, la scorsa settimana, dal nucleo investigativo della polizia locale, diretta dal colonnello Luigi Maiello, casco bianco ormai noto in tutto il Napoletano per le sue azioni a difesa della legalità. Ieri poi è giunta la convalida da parte del gip del Tribunale di Nola del sequestro d’iniziativa messo a segno dagli agenti municipali.

Il giudice per le indagini preliminari sostiene che ci sia il “fumus del reato. L’accusa al titolare delle opere sigillate è di abusivismo edilizio. Un reato che per il tribunale è stato consumato in un bene pubblico, lo stadio comunale appunto, un bene concesso alla società calcistica locale  in comodato d‘uso dal Comune alla fine del 2019. Quindi l’inizio dei lavori di ampliamento e adeguamento. Ma la magistratura sostiene che durante le ricerche effettuate in municipio non è stato trovato nessun titolo autorizzativo dei nuovi manufatti sequestrati. Non risultano permessi, che sono obbligatori per legge. Anzi, il gip ha rincarato la dose delle circostanze aggravanti facendo riferimento a un altro episodio, quello di quando è stato dato il via all’abbattimento di una parte del muro di cinta dello stadio per creare un varco in grado di far parcheggiare, a pagamento, le auto dei tifosi in un’area che è non è nella disponibilità della società che ha in comodato d’uso lo stadio ma in quella di un altro soggetto giuridico, il consorzio “Parco di Città”, che non c’entra niente con il Pomigliano calcio.  Un’irruzione, questa nel terreno del Parco di Città, anch’essa giudicata illecita dagli inquirenti. Comunque un problema di fondo c’è: i tempi della burocrazia comunale non sono coincisi con quelli imposti dalla FIGC per l’adeguamento dello stadio. D’altro canto la legge è chiara: le costruzioni si possono realizzare solo con i permessi.