Il capo dell’esecutivo uscente, in lizza alle prossime elezioni, contrattacca con un comunicato alle accuse del candidato Pd.
Sabato scorso, in conferenza stampa, Michele Caiazzo, candidato a sindaco del centrosinistra, aveva lanciato strali contro Raffaele Russo, primo cittadino di Forza Italia, puntando su tre cose: gli appalti a procedura negoziata degli ultimi due anni, il mancato utilizzo dei finanziamenti europei per il riuso di un bene confiscato alla camorra e la presunta incompatibilità tra il vitalizio da senatore e l’indennità da sindaco, che secondo il Pd avrebbe costretto Russo a optare per il vitalizio. Intanto Russo smentisce tutto in modo articolato. Ma anche piccato, visto che nel suo messaggio scrive che Caiazzo “parla a vanvera”. Ecco, di seguito, la sua smentita: –
– “Gli appalti pubblici degli ultimi cinque anni non presentano alcuna violazione né tracce di «gestione informale», qualsiasi cosa voglia dire tale dicitura utilizzata in una conferenza stampa dal candidato del PD Michele Caiazzo” – dice il sindaco di Pomigliano d’Arco, Lello Russo. Le uniche procedure di somma urgenza utilizzate – a differenza delle passate amministrazioni che ne hanno fatto largo uso – si limitano alla messa in sicurezza del laghetto del Parco Pubblico, al muro di recinzione della scuola Ponte e alla messa in sicurezza di un’aula della scuola Frasso il cui solaio stava collassando (appena 3) Per il resto, sono state adottate procedure aperte, procedure negoziate per cottimo fiduciario e affidamenti diretti per cottimo fiduciario. (Le procedure negoziate sono state affidate ai sensi dell’art. 122 comma 7 del dlgs 163/2006; gli affidamenti diretti per cottimo fiduciario ai sensi dell’art. 125 comma 8 del dlgs 163/2006 ). Tutti gli appalti hanno sempre previsto una gara ad evidenza pubblica; la distinzione dipende dalle condizioni: affidamenti diretti fino a 40mila euro; procedure negoziate per cottimo fiduciario dai 40 ai 200mila euro; al di sopra di tale cifra, procedure aperte. Le imprese invitate, in numero mai inferiore a dieci, sono quelle iscritte nell’apposito albo istituito per trasparenza. Non c’è alcuna scelta discrezionale, tranne che per gli affidamenti diretti previsti dalla legge e per i quali si può interpellare un unico soggetto (al di sotto di un importo di 40mila euro) sempre prelevato dall’Albo delle ditte. «In tutto ciò – aggiunge il sindaco Russo – sfidiamo chiunque a individuare profili di “illecito” e a confrontare le nostre procedure con quelle adottate dal 2006 al 2010, non vorrei star qui a far l’elenco della lavandaia con ogni somma urgenza, cottimo fiduciario o trattativa privata (sia pur legittime) di quegli anni perché non basterebbero dieci fogli A4 ( in effetti sono 22, i fogli)». «Quanto alla maliziosa affermazione della coalizione del PD – che io avrei rinunciato allo stipendio di Sindaco perché non avrei potuto percepire, in quel caso, il vitalizio da ex senatore definito da lui stesso più cospicuo – continua Russo – smentisco categoricamente. Gli stipendi da sindaco ai quali ho rinunciato cinque anni fa, nel 2010, chiedendo anche ad assessori e consiglieri di fare lo stesso, ammontano a 3114 euro. Il vitalizio da senatore a 2100 euro. Per giunta Caiazzo & Compagni affermano che sono stato costretto a questa scelta da una legge non ben identificata sulla spending review. Non vero: ipotesi di questo tipo sono successive al 2010, riguardano consiglieri regionali facendo riferimento a indennità, non a vitalizi (ossia bisognerebbe che si ricoprissero due incarichi in contemporanea) e non sindaci. Ho scelto in tempi non sospetti (2010) di non percepire lo stipendio da primo cittadino destinandolo alla Comunità.
Se proprio vogliamo fare una battuta, possiamo dire che ho anticipato, precorso i tempi. La mia dichiarazione dei redditi é nota, pubblicata come previsto dalla Legge e a disposizione dei cittadini.








