Abolizione dei comparti e della zona ospedaliera. Ok al frazionamento delle sopraelevazioni.
Ridisegnare il territorio e il suo attuale assetto urbanistico prefigurando una nuova Pomigliano. E’ quanto emerso dalle linee di indirizzo, propedeutiche all’adozione del nuovo piano urbanistico, che sabato mattina l’amministrazione comunale ha illustrato alla cittadinanza nell’aula consiliare del municipio. Un atto, questo, che spunta dodici anni dopo l’adozione del piano regolatore generale firmato da uno dei massimi urbanisti italiani, il professor Pierluigi Cervellati. Ma secondo l’esecutivo guidato dal sindaco di centrodestra, Raffaele Russo, quel prg non va solo adeguato in base alla norma che prevede la stesura del puc e agli standard di una città in costante, seppur leggero, decremento demografico, dal 2013. Si tratta invece di modificare in modo sostanziale quel prg, ormai considerato praticamente obsoleto dagli urbanisti municipali reclutati allo scopo. Secondo quanto fatto intendere nella sala del consiglio comunale dall’assessore al ramo, Raffaele Sibilio, c’è infatti la seria prospettiva che possano essere eliminati i “comparti”, vale a dire quel meccanismo che in base al prg vigente consente ai proprietari dei terreni agricoli, ubicati in determinate zone del territorio, di consorziarsi per dare il via alla realizzazione di insediamenti abitativi in cambio di opere pubbliche (verde attrezzato, strade, scuole, impianti sportivi) da costruire e quindi consegnare nelle mani del comune. I comparti, però, non sono decollati. “Prima di confermare o dismettere gli 11 comparti vogliamo capire – ha detto Sibilio – anche perché che senso ha mantenerli se non ci sono quelli che investono ?”. Un’altra linea di indirizzo è quella che potrebbe portare all’eliminazione del vincolo ospedaliero in una vasta area prevista dall’attuale piano regolatore nella zona nordorientale di Pomigliano, al confine con i territori di Somma Vesuviana e Castello di Cisterna e a poca distanza dagli svincoli dell’asse mediano e dell’autostrada. “Terreni sanitari dove cresce solo l’erba, in una Campania dove gli ospedali vengono chiusi”, la critica mossa a questo proposito da Sibilio. “Dulcis” in fundo l’assessore ha poi aperto sul fronte del frazionamento della proprietà degli immobili a uso abitativo realizzati grazie al prg del 2004 (sono migliaia). Immobili che sono stati costruiti da molti proprietari di case attraverso una serie di sopraelevazioni realizzate sui loro stessi appartamenti. Secondo il prg vigente queste sopraelevazioni non sono frazionabili, vale a dire che non si possono suddividere in singoli alloggi da poter mettere sul mercato. Attualmente le sopraelevazioni sono mere estensioni di case preesistenti immaginate per dare un tetto ai componenti delle stesse famiglie dei proprietari. “Sulla questione del frazionamento delle sopraelevazioni – ha però dichiarato Sibilio – si tratta di definire criteri non a fini speculativi”. In questo senso va la dichiarazione finale dell’assessore, che ha parlato di “più parcheggi, più verde e più piste ciclabili”. Il preliminare del nuovo puc, dunque, c’è. Il documento finale dovrà però passare la valutazione della Città Metropolitana. “Ora la parola passa ai cittadini” – il commento di Gianni Del Conte, consulente della Federico II – “il piano precedente non ha risolto certe problematiche: dopo dieci anni la società è diversa”.



