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Attentati ai negozi: fine settimana di terrore ad Acerra

Distrutte una pizzeria e danneggiata una bigiotteria con una bomba incendiaria.

Terrore e disperazione poco prima dell’alba di sabato, bombe incendiarie e ricariche di gas per accendini che distruggono negozi, che inceneriscono i sacrifici di una vita mettendo in ginocchio interi esercizi commerciali e le famiglie che vi lavorano. E’ accaduto ieri, ad Acerra, terra di camorra ed estorsioni. Qui si è consumato un doppio raid. Il primo, messo a segno alle tre e mezza del mattino, ha distrutto completamente una nota pizzeria del corso della Resistenza, zona semi periferica, davanti a una chiesa, la chiesa di Sant’Alfonso. Il secondo raid è scattato un’ora e mezza dopo, alle cinque, in pieno centro storico. I soliti ignoti hanno piazzato una bomba incendiaria, di quelle che vengono solitamente usate dalla camorra del pizzo, sull’uscio dell’ingresso di una bigiotteria, in via Annunziata, proprio alle spalle del Duomo. L’esplosione è stata dirompente. L’uscio in pietra levigata è saltato e i vetri rinforzati della porta sono andati in frantumi mentre il muro circostante è rimasto bruciato dalle fiamme. Anche otto mesi fa la bigiotteria ha subito lo stesso tipo di attentato. I commercianti sono terrorizzati. “80mila euro di danni: non sto capendo nulla, non riesco a comprendere”: è al tappeto Gaetano Paolella, proprietario della pizzeria omonima distrutta, un esercizio che aveva conquistato le cinque stelle Trip Advisor, aperto appena tre anni fa. “Hanno rotto il vetro della porta che si trova accanto all’ingresso principale – racconta il pizzaiolo – poi con una ricarica del gas per accendini hanno dato fuoco ai cartoni delle pizze accatastati al di là del vetro che hanno bucato”. Gaetano è sicuro di questa versione dei fatti. “Me l’ha spiegata chi di competenza – dice il commerciante – solo che i vigili del fuoco non mi hanno dato una spiegazione definitiva del fatto perché non ho l’assicurazione contro gli incendi. Mi hanno detto che è inutile visto che non ho questa copertura. Eppure – il dubbio del pizzaiolo – basta guardare il pavimento davanti alla porta forzata: sono saltate alcune mattonelle, quasi come se qualcuno lì avesse messo una sostanza incendiaria”. Stessa disperazione anche in via Annunziata, dove il proprietario della bigiotteria “GDB collection” per tutto il fine settimana ha tentato di rimettere in sesto il negozio con l’aiuto dei familiari. “E meno male – spiega una zia di Giuseppe – che appena è scoppiata la bomba e sono divampate le fiamme un vigilante notturno che passava di qui è sceso dalla sua auto con un piccolo estintore e ha subito spento l’incendio”. Anche il 19 febbraio la bigiotteria aveva subito un attentato. Allora si sospettava di un assurdo raid da parte di violenti  tifosi del Napoli perché il proprietario è un noto tifoso juventino. Ma ora quest’ipotesi sembra crollare. “Non sappiamo da chi difenderci – scrive Giuseppe in un post pubblicato su  Facebook  – ma andremo avanti lo stesso. Non capisco tutto questo accanimento su un negozietto come il mio”. Indagini difficili. Nessun commerciante danneggiato ha dichiarato di aver subito in precedenza minacce e richieste di danaro. Nel frattempo i carabinieri hanno fatto sapere che “presumibilmente i due episodi, quello della pizzeria e quello dalla bigiotteria, non sono da ritenere collegati tra loro” e che “non è stata provata la natura dolosa dell’incendio in pizzeria”. Pizzeria che però non ha un’assicurazione che la copra dal rischio incendi .

 

 

 

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