Pomigliano, inchiesta Piano Casa: primi avvisi di garanzia. C’è un tecnico del Comune

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l'ex cinema Mediterraneo, poi abbattuto nel 2020
l'ex cinema Mediterraneo, poi abbattuto nel 2020

Sono stati notificati a sette persone. Tra l’loro c’è un dipendente dell’ufficio tecnico municipale. Il cinema Mediterraneo fu il primo passo dell’indagine      

 

La magistratura sta dando un colpo di acceleratore all’inchiesta che ha condizionato gli equilibri politici di Pomigliano e non solo, l’inchiesta Piano Casa. Dopo tre anni di silenzi la procura di Nola ha infatti notificato i primi avvisi di garanzia relativi all’indagine che tra il 2020 e il 2021 portò al sequestro di numerosi cantieri edili per la costruzione di circa 300 nuovi appartamenti da realizzare in gran parte con permessi a costruire rilasciati dal Comune in base alla legge regionale Piano Casa durante la consiliatura 2015-2020 retta dal sindaco Raffaele Russo, poi rieletto alla guida della città dopo la prematura caduta del sindaco di centrosinistra Gianluca Del Mastro. La legge Piano Casa consentiva l’abbattimento e la ricostruzione di edifici in rovina e la realizzazione al loro posto di interi condomini residenziali con volumetrie aumentate del 35 % rispetto a quelle degli immobili abbattuti. Nel frattempo la procura di Nola ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini ai costruttori, ai tecnici e al funzionario dell’ufficio tecnico comunale coinvolti nel rilascio del permesso a costruire per l’abbattimento dello storico ex cinema Mediterraneo e la costruzione al suo posto di un grande condominio in pieno centro storico, nella cosiddetta zona A. Dovranno rispondere a vario titolo di abusivismo edilizio e falso in atto pubblico. Tutti reati che secondo il pubblico ministero Luca Pisciotta sono stati commessi in concorso.

                           Gli Avvisati

Gli “avvisati” sono l’amministratore unico della società costruttrice e la figlia, di Castello di Cisterna, un comproprietario dell’area del Cinema Mediterraneo, la progettista del condominio e direttrice dei lavori, di Pomigliano, la coprogettista, sempre di Pomigliano, il collaudatore e firmatario della perizia allegata al parere legale, pure lui pomiglianese, e il funzionario dell’ufficio tecnico del Comuno, responsabile del procedimento per la realizzazione del progetto immobiliare, di Napoli. Pisciotta contesta ai due costruttori, padre e figlia, comproprietari insieme a un altro soggetto indagato dell’area dell’ex cinema Mediterraneo, il primo cinema di Pomigliano, al tecnico progettista delle opere e direttore dei lavori, all’altro tecnico progettista, al collaudatore e al funzionario dell’ufficio tecnico comunale di aver realizzato una lottizzazione abusiva nella zona A in violazione della legge regionale Piano Casa attraverso più azioni e omissioni, commesse anche in tempi diversi, finalizzate allo stesso disegno criminoso: cementificare gonfiando a dismisura i volumi degli edifici da realizzare grazie ad espedienti volti ad aggirare leggi, norme e vincoli.

                            I Dettagli

Sempre a tutti gli indagati la procura contesta in particolare che sulla base di una perizia tecnica l’ex cinema Mediterraneo era stato classificato come edificio “diruto” (in rovina) nonostante, tutt’al più, potesse essere qualificato come “dismesso”, cosa che non ne avrebbe consentito l’abbattimento, come invece avvenne, nell’estate del 2020, per fare posto a un grande condominio di appartamenti residenziali mai realizzati a causa del sequestro operato in quel periodo dal comandante della polizia municipale, Luigi Maiello, sequestro poco dopo convalidato dal tribunale di Nola. Un condominio le cui dimensioni avrebbero beneficiato del premio volumetrico del 35 % rispetto ai volumi del cinema preesistente. Un premio consentito dalla legge Piano Casa. Inoltre, sempre in base a quanto contestato dall’accusa, i costruttori, i loro tecnici e il tecnico del Comune hanno consentito la formulazione di un permesso a costruire per un condominio di volumetria doppia rispetto a quella preesistente sfruttando norme esclusivamente relative agli edifici realizzati dopo il 1955 quando in realtà l’ex cinema Mediterraneo era registrato nel catasto storico del 1955 e quindi era stato realizzato prima di questa data. Ancora secondo l’accusa si contesta l’aumento illecito delle volumetrie del condominio che gli indagati volevano far costruire nonostante gli edifici preesistenti fossero stati in parte realizzati in assenza o in difformità del titolo abilitativo senza rilascio della concessione in sanatoria e nonostante fossero collocati in zona A ma privi del requisito di edifici costruiti o ristrutturati negli ultimi 50 anni, come invece prevede la legge Piano Casa.

                          Gli Altri Illeciti

Altre caratteristiche dell’immobile abbattuto omesse nel rilascio del permesso a costruire sono la sua mancata collocazione in “area urbana degradata”. Ai tecnici dei costruttori viene inoltre contestato il fatto di aver indotto in errore il funzionario dell’ufficio tecnico comunale responsabile del procedimento finalizzato al rilascio del permesso a costruire affermando falsamente che il cinema Mediterraneo fosse “diruto”. L’architetto progettista e direttore dein lavori e la sua collega coprogettista sono anche accusate di aver ulteriormente indotto in errore il funzionario dell’ufficio tecnico presentando al Comune altri falsi attestati.                                                                          ,