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a dx il ministro Costa davanti alla discarica di masseria Chiavettieri, a sx Gianluca Del Mastro

Ieri con l’esponente del governo c’erano Valeria Ciarambino, candidata alla presidenza della Regione, e Gianluca Del Mastro, candidato a sindaco di Pomigliano 

 

Il passo tra la Pomigliano del centro moderno e del vecchio centro regno della movida e la Pomigliano delle periferie è molto breve ma lunghissimo al contempo. Contrasti che risultano ciclopici in questo fazzoletto di terreno di appena undici chilometri quadrati, per intenderci un rettangolo di soli quattro chilometri per tre. Intanto ieri mattina il ministro Sergio Costa ha volutamente ignorato la Pomigliano centrale, quella del passeggio elegante, per immergersi nella città dolente, nelle periferie funestate dalle discariche abusive e dai roghi tossici. Ne sono scaturite una vera e propria ispezione del territorio e un’analisi impietosa, disarmante. Costa ha prima visitato la grande discarica abusiva di masseria Chiavettieri, 40mila metri quadrati di schifezze ammassate in mezzo a una folta schiera di case e palazzi. Una bomba ecologica che di tanto in tanto prende fuoco e che proprio il ministro quest’anno ha voluto far sequestrare dai carabinieri forestali, dei quali peraltro è generale di brigata. Era il 2 marzo. L’operazione era stata messa a segno nel giorno in cui il presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, e il sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, stavano inaugurando il cantiere dell’impianto di compostaggio dei rifiuti. Da allora la discarica è rimasta sempre lì, del resto come sempre nei tanti anni di abbandono. “Il problema è che i sindaci non vogliono fare niente – la frecciata del ministro – io metto loro a disposizione gratuita anche i progetti di messa in sicurezza e bonifica. Ma loro restano immobili. Stessa cosa fa la Regione”. “Regione che per legge potrebbe sostituirsi ai comuni ma che preferisce non farlo”, il carico da novanta aggiunto da Valeria Ciarambino, la candidata del Movimento Cinque Stelle alla presidenza della giunta regionale che ieri ha accompagnato Costa nel suo tour tra le piaghe di Pomigliano. Tour che è proseguito in un’altra difficile masseria, masseria Mattiello, a casa di un ambientalista minacciato a maggio con una bomba molotov lanciata nel giardino della sua abitazione. Antonio Mattiello ha esposto i problemi di una industrializzazione incompatibile con la presenza umana. “Come per le bonifiche siamo sempre allo stesso punto: i comuni e le province devono fare e approvare i piani regolatori – l’intervento di Costa davanti al cortile di casa dell’ecologista – comunque quello che sta facendo Antonio qui è importantissimo, dobbiamo fare rete e insistere”. “Purtroppo persone come Antonio spesso vengono isolate. Dobbiamo fare in modo che da queste parti ciò non accada più”, l’intervento del candidato sindaco Gianluca De Mastro. Accanto a lui c’era Alessandro Cannavacciuolo, l’ambientalista di Acerra che sembra avere un filo diretto con Costa. “Con Alessandro – le parole del ministro – ci sentiamo spesso: abbiamo bisogno di persone come lui, sono una salvezza per queste terre”. L’ispezione di Costa è terminata nel primo pomeriggio  in un terzo lembo di Pomigliano letteralmente disastrato, masseria Ciccarelli Fornaro: dodici piccole discariche in sequenza periodicamente incendiate e un cementificio contro cui stanno combattendo gli abitanti. Anche qui le discariche sono state sequestrate dai carabinieri forestali e da quelli della stazione di Pomigliano. “Ma lo ripeto – ha avvertito Costa – se si continua con la logica della faziosità politica e degli interessi privati i problemi resteranno”.