CONDIVIDI

Gli alloggi bloccati dal tribunale salgono a 315 . Il sindaco Del Mastro: “Dobbiamo fare in modo che la magistratura faccia il suo lavoro”   

 

 Prosegue senza soste l’inchiesta sugli edifici realizzati o in corso di realizzazione a Pomigliano in base alle concessioni edilizie regolate dalla legge regionale “Piano Casa”. Negli ultimi giorni infatti il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Nola ha dato il via libera a un altro sequestro, l’ennesimo, nel centro vecchio della città. Si tratta di un grosso condominio di quindici appartamenti il cui rustico è spuntato da un angusto cortile di via Carmine Guadagno, a pochi passi dal comando della polizia municipale e dal municipio. L’avviso di sequestro dell’immobile, tutto ancora puntellato dai ponteggi, è visibile dalla strada. Sempre dalla strada si può leggere il cartellone che ne riporta il rendering, cioè il disegno del progetto finale, e i nomi dei tecnici responsabili e dei titolari dell’impresa di costruzioni. E anche in questo caso, come in altri casi analoghi precedenti, ad aver realizzato l’edificio, sulla base di una licenza rilasciata dal Comune nel 2019, è una ditta ancora una volta proveniente dalla vicina Casalnuovo. Proprio qualche settimana fa erano stati sequestrati a Pomigliano, tra i vicoli della parte più labirintica e vecchia del rione Paciano, altri due cantieri, da uno dei quali è sorto un palazzone. Un cantiere è intestato alla madre ottantenne di un noto politico di Casalnuovo. L’altro a un consigliere comunale della stessa città confinante con Pomigliano. Cifre da capogiro. Con l’ultimo immobile sequestrato, quello di via Guadagno, salgono a 315 gli appartamenti, realizzati o in fase di realizzazione, sigillati finora nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte irregolarità compiute attraverso il rilascio delle concessioni edilizie regolate dalla legge sul Piano Casa. Una legge, questa, che consente la costruzione di nuovi immobili abbattendo edifici vetusti. Ma solo grazie a determinate e particolari condizioni. Condizioni che in base a quanto finora contestato dalla magistratura sarebbero state palesemente violate dando vita al sacco edilizio della città, in particolare nel periodo compreso tra il 2015 e il 2020. Un business milionario. Ogni appartamento pubblicizzato dalle imprese di costruzione e dalle agenzie immobiliari è stato messo sul mercato al prezzo medio di circa 300mila euro, tasse e oneri compresi. Nel frattempo però serpeggia una notevole tensione, che si sta per il momento consumando soprattutto sui social ma che alcuni giorni fa è culminata con una minaccia di morte a mezzo posta e un dossier anonimo spediti all’indirizzo del comandante della polizia municipale, Luigi Maiello, il cui intenso lavoro è all’origine dell’inchiesta della procura di Nola. E’ anche spuntato un manifesto di una sedicente associazione di costruttori, un messaggio inquietante tutto puntato contro i giornalisti che stanno doverosamente raccontando questa vicenda. Una storia che ormai ha assunto proporzioni davvero enormi. Su questa situazione il massimo responsabile dell’amministrazione comunale ieri ha rilasciato un suo commento. “L’amministrazione comunale deve fare in modo che la procura della Repubblica faccia il proprio lavoro – spiega il sindaco di Pomigliano, Gianluca Del Mastro – da parte nostra – chiarisce ancora Del Mastro – dobbiamo cercare di tutelare e favorire il lavoro degli imprenditori del settore e quello dei funzionari comunali, che devono operare serenamente”. Trapela dunque il messaggio che nel territorio le attività edilizie coinvolte nell’inchiesta rappresentino solo la parte non maggioritaria di un settore che continua ad operare senza essere incappato nelle maglie della giustizia inquirente.