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Alcune strade di Ottaviano portano i nomi di Angelo Mozzillo, di Annibale Carracci, di Carlo Cignani, autori di quadri custoditi nelle Chiese della città. La Commissione per la toponomastica ritenne opportuno “ricordare” anche pittori, di cui gli edifici pubblici ottavianesi non conservano opere, ma che sono comunque legati alla storia della città.  L’articolo è aperto dall’immagine di un capolavoro di Carlo Cignani, “Santa Maria Egiziaca”, conservato nella Chiesa di San Michele.

 

La 1a traversa di via San Domenico porta oggi il nome di Vincenzo Franceschini (1812- 1884) che, come pittore di paesaggio, seguì la lezione di Pitloo e le indicazioni di Hackert e di Smargiassi, soprattutto nel dare ai colori quella funzione particolare che Carlo Siviero chiamava “psicologica”. Questa capacità egli la espresse nel celebre quadro “La veduta di Nola” e in alcune “vedute” del Monte Somma, inquadrato da Sant’ Anastasia e da Ottajano, “vedute”che facevano parte della quadreria dei Medici di Ottajano. Non ha trovato nessuna conferma la notizia che egli fosse autore di un’ altra opera di quella quadreria, la “Festa di Montevergine a Ottajano”.  La 2a traversa di via San Domenico è dedicata a Marco De Gregorio ( 1829- 1876), fondatore di quella Scuola di pittori che dal nome della sua città natale egli chiamò “Scuola di Resina”. De Gregorio non dedicò nessun quadro a Ottaviano, ma alla Commissione per la toponomastica parve giusto rendere omaggio all’autore di due quadri, lo “Zappatore” e “Contadino di Somma”, che interpretano in modo magistrale “figure” importanti della storia sociale del “mondo” vesuviano.  La 1a traversa di via Lucci venne dedicata ad Angelo Mozzillo (1736 – 1808?), dalla cui “bottega” uscì una vasta produzione di opere religiose: non c’è chiesa del Nolano che non custodisca almeno un’opera di questo pittore. Quadri del Mozzillo si ammirano in tutte le chiese di Ottaviano: ma una delle più alte testimonianze della sua arte egli l’ha lasciata  negli affreschi e nei “decori” “pompeiani” di alcune sale del Palazzo Medici: “decori” e affreschi garantiti dalla sua firma. Nella Chiesa di San Michele si può ammirare, del Mozzillo, “La Gloria di San Felice” (vedi immagine in appendice) e nella Chiesa di San Lorenzo c’è un pezzo pregiato del pittore di Afragola, un tondo di circa otto metri di diametro che rappresenta la “Vergine e i Sette Santi Fondatori” e che Bruno Molajoli considerava “uno dei complessi decorativi del ‘700 più importanti della provincia di Napoli”.

La II traversa di via Lucci è stata dedicata ad Annibale Carracci (1560 – 1609), il grande pittore bolognese che viene considerato un precursore del Barocco, soprattutto per la tecnica coloristica. Le schede della Soprintendenza di Napoli – schede del 1934 – attribuivano al Carracci il “San Giovannino” conservato nella Chiesa di San Michele. Dopo il restauro eseguito da Umberto Maggio, la dott.ssa Luciana Arbace propose l’attribuzione a Guido Reni, soprattutto per la trama cromatica, per la varietà dei movimenti del pennello e per la profondità della caratterizzazione psicologica. Nell’ abside della Chiesa di San Michele, di fronte al “San Giovannino”, c’è un quadro straordinario, “Santa Maria Egiziaca”, che viene concordemente attribuito al pittore bolognese Carlo Cignani (1628- 1719) (l’immagine di questo quadro apre l’articolo). “ Il restauro ha liberato lo smalto dei colori, il fluire delle linee, la magia di un disegno e di una impaginazione che abbandonano il solido corpo della Santa al piacere di un’estasi sensuale: la lunga treccia e la linea dell’ombra, incrociandosi sul petto, sottolineano, del seno, non solo la pienezza, ma anche la tensione: la nervosa pennellata fa sentire il respiro oppresso e ansimante, mentre le braccia si rilassano, e le mani, di prodigiosa fattura, non hanno più forza. Dietro, due angioletti maliziosi fingono di non capire cosa stia accadendo.” (C.Cimmino). A Cignani è stata intitolata la 6a traversa di via Lucci, ma la Commissione dedicò strade anche a pittori di cui gli edifici pubblici e le chiese di Ottaviano non possiedono opere, e che tuttavia hanno scritto capitoli fondamentali della storia della pittura, non solo della pittura napoletana.  E così la toponomastica della città ricorda Gaetano Dura ( 1a traversa di via Vecchia Sarno), Gioacchino Toma ( 1° tratto di via Piscinelle)),  Domenico Morelli ( 3a traversa di via Ferrovia dello Stato).