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il polo dei rifiuti di acerra
il polo dei rifiuti di acerra

Un noto titolare di azienda è finito in un’inchiesta sul trasporto e lo smaltimento illecito di sostanze tossiche dal nord al sud. Intanto la Regione ha sospeso la conferenza  

 

Stop all’ampliamento della fabbrica che aveva chiesto di stoccare e trattare nuovi quantitativi di rifiuti pericolosi. La Regione Campania ha infatti rinviato a data da stabilire la riunione della conferenza dei servizi fissata in un primo momento al 21 maggio scorso per decidere sul rilascio di un’autorizzazione a beneficio di un’impresa privata che opera nella zona industriale di Acerra. Ma la Regione, presso cui l’impresa aveva fatto richiesta di autorizzazione per un nuovo e ingente quantitativo di rifiuti da depositare e trattare nello stabilimento in zona ASI, ha rinviato a data imprecisata la conferenza, che era stata appunto fissata in questi giorni per decidere sull’ampliamento. Intanto è sopraggiunta un’altra notizia, già circolata di recente e che sta facendo sollevare polemiche. L’imprenditore acerrano che ha chiesto l’autorizzazione appena “congelata” è indagato da qualche giorno per un traffico di rifiuti tra il nord e il sud Italia. C’è pure un’altra inchiesta che lo riguarda: l’uomo è già stato condannato in primo grado dal tribunale di Nola, l’anno scorso, a un mese di arresto (pena sospesa). Reato: abusivismo edilizio. L’imprenditore aveva fatto realizzare un grande parcheggio abusivo accanto alla sua fabbrica. In quell’occasione gli ambientalisti avevano chiesto alla magistratura di verificare se il parcheggio fosse stato realizzato con rifiuti triturati, tra cui amianto. Ma il tribunale ha escluso questa ipotesi.