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Parma – Napoli è la prima di un campionato che si accinge ad essere inevitabilmente unico, a causa della pandemia che ci ha colto negli ultimi mesi. E ci fa viaggiare da quello che era ed è e verso un po’ di quello che è e potrebbe essere.

Il solito 433, il solito possesso palla sterile, poca incisività in attacco, gli azzurri sono letargici. Il Napoli ricerca le fasce, ma senza mai poter effettuare un cross per paura di trovare il solo Mertens, e non manca il solito Hysaj, che, poverino, in fase offensiva è spesso un buco nero. Al Parma, il Napoli lascia poco o nulla, anche grazie al buon lavoro dei suoi due centrali.

Nella ripresa cambia tutto, è il nuovo Napoli, Gattuso cambia modulo, passa alle due punte, un 442 che come prassi tattica si trasforma in un 4231 in fase offensiva, un modulo di Beniteziana memoria. Ma l’altro ingrediente nuovo è la prima punta, Osihmen: è il suo esordio. Il nigeriano cambia la partita. E’ un riferimento in mezzo all’area, scambia con i compagni, è veloce come un ghepardo e forte come una tigre, rende gestibile anche un cross lunghissimo di Hysaj, che velocità. E’ un nuovo Napoli con nuova linfa, che può rischiare un cross, e che aggredisce gli avversari. Lozano conferma la buona prova del primo tempo. Sono due i gol azzurri, di Mertens e Insigne. Un po’ di cambi e fa il suo esordio anche Petagna.

Il secondo tempo di Parma – Napoli dà fiducia, ma c’è da chiedersi con quale Napoli Gattuso inizierà la prossima? Continuerà con le due punte per poter sfruttare la forza di Osihmen e la sua intesa con il buon vecchio Mertens? C’è ancora tanto da preparare e studiare. Oggi però continuiamo a dannarci e godere per il vecchio Napoli e speriamo di gioire per quello nuovo che sta prendendo forma.