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“La pandemia apre per Napoli un capitolo tutto nuovo e di prospettiva, oggi tocca a noi trovare la via per uscire da questa crisi più forti e a testa alta, così come a testa alta abbiamo affrontato la prima parte di questa emergenza, testimoniando spirito di sacrificio, senso di responsabilità, compostezza e anche generosità”. Così il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, durante l’omelia di ieri  per le celebrazioni di San Gennaro, patrono della città.

“Deve essere questo il nostro primo impegno come cristiani e come cittadini messi di fronte a una prova tanto drammatica quanto inattesa. Del resto – ha proseguito – troppi focolai sono ancora attivi e i tempi per un vaccino non sono vicinissimi per cui oltre gli aspetti sanitari, preminenti poiché riferiti alla salute e alla vita delle persone, sono sempre più evidenti i segni di uno sconvolgimento socio-economico pericoloso perché nuovo”.

Il cardinale si è poi soffermato sulla “lunga chiusura di aziende e negozi con il calo dei consumi dei mesi scorsi ha messo in ginocchio l’economia, anche a Napoli e in Campania. Abbiamo visto crescere, in una realtà già critica, nuove fasce di povertà, mentre i poveri sono diventati più poveri”. “Ancora una volta, Napoli è stata interpellata e ha dimostrato la grandezza del suo cuore, mettendo in campo la sua umanità, oltre che la sua capacità reattiva e generosa, come quella messa a servizio dei contagiati dal mondo socio-sanitario con sacrifici personali, professionalità e dedizione assoluta”.

(FONTE FOTO: RETE INTERNET)