Quasi un anno dopo l’ultima sentenza di primo grado e cinque mesi dopo quella d’appello, entrambi verdetti che gli hanno dato ragione, Carlo Del Vasto ha potuto fare rientro al lavoro, appena ieri. Carlo, 35 anni, tecnico sanitario del centro diagnostico Medicina Futura di Acerra e sindacalista della Cgil, era stato licenziato nell’agosto del 2015 per aver segnalato un guasto alle attrezzature della radioterapia, dove si curano migliaia di ammalati di cancro della Terra dei Fuochi. Quella segnalazione, secondo il gruppo Medicina Futura, non era stata nient’altro che una mera denigrazione, cosa che aveva rotto il rapporto di fiducia con il dipendente. Ma il tribunale di Nola prima e la corte di appello di Napoli poi hanno dato ragione al tecnico nonché delegato sindacale della Cgil Funzione Pubblica. Motivo: Carlo aveva fatto semplicemente il suo dovere nel rendere noto il guasto al segnalatore della fuoriuscita di gas ozono, un gas che se invade un ambiente chiuso può risultare mortale. Il sindacalista però ha dovuto attendere un bel po’ prima di rientrare al lavoro. Ma alla fine ha dovuto cedere il gruppo Coleman Medicina Futura, dopo averlo pagato per mesi facendolo restare a casa, senza quindi farlo tornare nel centro diagnostico. Carlo è rientrato ieri, a due anni e mezzo di distanza dal licenziamento. “Sono stati momenti difficili – ha dichiarato il tecnico sanitario, che ora fa parte della segreteria territoriale della Cgil Funzione Pubblica – a ogni modo torno al lavoro con lo stesso impegno per i pazienti e con la coerenza di sempre da sindacalista della Cgil, in difesa dei lavoratori e contro tutte le ingiustizie sociali”. Non è stato per niente facile il rientro di Del Vasto. Per dargli ragione ci sono volute ben due sentenze di primo grado. La prima del primo grado aveva applicato la legge Fornero sui licenziamenti disciplinari per cui il dipendente di Medicina Futura si è visto dichiarare come illegittimo il licenziamento senza però avere speranze di rientro a causa del fatto che la Fornero in questi casi prevede solo un indennizzo economico e non il reintegro. Poi però i legali della Cgil hanno portato al tribunale del lavoro nolano altre prove e con una seconda sentenza, ad aprile 2017, lo stesso giudice ha deciso di applicare in pieno l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, che stabilisce il reintegro da licenziamento senza giusta causa. Ma Carlo non è rientrato subito al lavoro. Il gruppo Coleman ha voluto attendere il ricorso in appello, stavolta al tribunale di Napoli. Comunque i giudici del lavoro partenopei, a novembre, hanno bocciato il ricorso dell’azienda e quindi hanno dato di nuovo ragione al sindacalista. Nel frattempo però il gruppo sanitario ha preferito pagare Del Vasto facendolo rimanere a casa. A febbraio il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha incontrato Del Vasto e lo ha abbracciato. Ieri poi l’azienda ha finalmente dato il via libera: Carlo ha potuto di nuovo varcare l’ingresso del centro diagnostico di via De Gasperi facendo ritorno tra i suoi colleghi di lavoro e i suoi pazienti. La Coleman intanto è caparbia. Ha fatto ricorso fino in Cassazione. La sentenza di terzo grado è attesa per quest’anno.



