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L’I.C. “D’Aosta” è da tempo impegnato nel progetto di riportare lo studio e il culto della storia al centro dell’attività didattica, e di far sì che gli alunni percorrano le strade, reali e metaforiche, della storia di Ottaviano. Carmine Cimmino illustra il ruolo di Giulia de’ Medici e il valore della “concordia sociale” che fu il fondamento del “principato” dei Medici di Ottajano. L’intervento del prof. Michelangelo Ambrosio, “eccellenza” ottavianese, fisico prestigioso.

 

Una splendida manifestazione, quella di venerdì nell’auditorium dell’I.C. “D’ Aosta”: splendida per l’importanza dei temi trattati, che hanno suscitato, nei numerosi presenti, interesse e attenzione, e per la concretezza e il significato del progetto che viene chiaramente indicato e delineato dall’intitolazione della sala a Giulia de’Medici. L’idea è quella di far sì che gli alunni dell’Istituto conoscano la storia di Ottaviano, la storia “alta” delle vicende politiche, la storia “bassa” della vita quotidiana, la storia “drammatica” delle eruzioni. Le carte dell’archivio storico di Ottaviano, ha detto Carmine Cimmino, sono un tesoro di grande valore, perché per tre secoli, fino alla I guerra mondiale, la città è stata il centro più importante, per numero di abitanti e per la solidità dell’economia, di tutto il Vesuviano. L’assessore alla Cultura, la dott.ssa Virginia Nappo, ha comunicato che tra non molto tutti potranno consultare le carte più importanti di questo archivio, in attesa che il patrimonio dei documenti, vasto, fragile, spesso di non agevole lettura e interpretazione, venga catalogato, ordinato, illustrato. Carmine Cimmino ha detto che l’attenzione che il Dirigente, prof. Michele Montella, e i docenti tutti dedicano all’insegnamento della storia è ammirevole, soprattutto in un momento in cui pare che la disciplina non trovi molto spazio nei programmi scolastici, e il “sentire” storico e il confronto con il passato diventino “modi” di giorno in giorno più deboli, più fiacchi.Tutti, amministratori, genitori, cittadini, devono  ringraziare, ha aggiunto Cimmino, il Dirigente e i docenti per l’impegno e la sapienza con cui sviluppano il progetto, e nessuno dovrà far mancare a questa Scuola il suo sostegno.

Giulia de’ Medici, figlia “naturale” di Alessandro de’ Medici, nipote prediletta di Caterina regina di Francia, venne a Ottajano, con il marito Bernardetto, anche lui un Medici, nel 1567: il feudo lo avevano comprato, per 50000 ducati, da Cesare Gonzaga, signore di Molfetta, nipote di Isabella d’ Este, che fu protagonista di un momento cruciale della storia d’Italia. Isabella e Giulia, ha detto Cimmino, fanno parte di quel gruppo di  “signore” che tra il Cinquecento e il Seicento incominciano a conferire al loro ruolo, con piena consapevolezza,  un’importanza sempre più significativa: le “signore” dei Medici di Firenze, dei Gonzaga, degli Este, Caterina di Francia, Artemisia Gentileschi: un’importanza che la pittura dell’epoca fedelmente registra. AOttaiano Giulia de’ Medici fece costruire tre chiese, il Rosario, San Giovanni e San Lorenzo, fece venire Domenicani e Serviti – l’I.C.” D’Aosta” ha sede in quello che fu il Convento dei Domenicani –  ordinò di aprire nuove strade tra la Terra Vecchia e i quartieri periferici, assegnò alle chiese rendite e proprietà, divise con il Comune di Ottajano i lauti guadagni che venivano dalla vendita del legno di “cerri e querce”: dai Medici di Firenze e soprattutto da Cosimo I imparò che i ricchi hanno tutto l’interesse a eliminare le tensioni con le altre classi, e dunque devono combattere la povertà. Questo principio di “concordia sociale” fu, per due secoli, il fondamento della politica dei Medici di Ottajano. Certo, rimasero  sempre  dei “signori”- ha ricordato Cimmino – capaci di esercitare violenza e prepotenza in molti modi, ma nessuno può negare che essi favorirono lo sviluppo dell’economia e fecero capire agli Ottajanesi l’importanza della cultura: è anche merito loro se Ottajano fu la sede del primo Ginnasio del Vesuviano, e se gli imprenditori non solo del Centro Abitato,  ma anche di San Giuseppe e di Terzigno, trovarono solidi sostegni per le loro attività  nella Camera di Commercio di Napoli e nel sistema bancario.

Il significato della manifestazione, oltre che dalle parole del prof. Michele Montella, della dott.ssa Virginia Nappo e di Carmine Cimmino, è stato sottolineato, con l’intensità di un simbolo, da due momenti. Nel primo, il prof. Michelangelo Ambrosio, fisico prestigioso, autore di decine di studi, studioso impegnato in fondamentali ricerche scientifiche – Cimmino l’ha salutato come “eccellenza” non solo ottavianese – ha ricordato che a lui, alunno del Liceo Classico “A. Diaz”, che allora aveva sede dove oggi è la sede dell’I.C. “D’ Aosta”, i docenti insegnarono, oltre al Latino e al Greco, anche la Matematica e la Fisica, e non solo gli indicarono la strada da percorrere, ma  gli fornirono i mezzi culturali  per percorrerla fino in fondo. Il secondo momento ha concluso la “serata”: due ragazze, Chiara e Maria Francesca, hanno “scoperto” la targa in ceramica che intitola a Giulia de’ Medici la sala dell’auditorium. E’ la continuità della storia e dei suoi valori positivi, che sono più forti delle chiacchiere dell’ignoranza e dell’arroganza. La manifestazione ha trasmesso, con inequivocabile chiarezza, questo confortante messaggio: e il grazie di tutti va al prof. Michele Montella e ai docenti  dell’ I.C. “D’Aosta”.