Protagonisti del Concerto, che si è tenuto domenica 23 dicembre e che ha avuto il patrocinio dall’Amministrazione Comunale, sono stati Elena Annunziata, l’ “Ondanueve String Quartet”, il soprano Pina Ronca, il baritono Vittorio Termini, il pianista Giuseppe Gentile, il fotografo Rino D’Antonio. Intensa la suggestione del “luogo”, la Chiesa dell’Oratorio: i suoi tesori d’arte e di memorie storiche hanno arricchito di “segni” simbolici il canto, la musica e il fascino del Natale.
Negli anni ’20 la Chiesa dell’Oratorio ospitò, a Natale, a Pasqua e per la festa dell’Assunta concerti in cui si esibivano musici e cantori vesuviani, rappresentanti di quella cultura musicale del territorio che ha una storia significativa, e che è ancora viva, soprattutto nelle forme che chiamiamo genericamente, e forse superficialmente, popolari. E nel Concerto di Natale di quest’anno la Chiesa ha confermato le qualità della sua acustica, già sottolineate dai giornali locali che davano notizia delle manifestazioni degli anni ’20. Protagonista dell’evento è stata Elena Annunziata. Nella prima parte si sono esibiti, con lei, i musicisti dell’“Ondanueve String Quartet” – i violinisti Andrea Esposito e Paolo Sasso, il Maestro di viola Luigi Tufano e il Maestro di violoncello Marco Pescosolido -, che stanno sviluppando un complesso e raffinato progetto in cui, nel segno della world music, si “contaminano” musica classica, musica pop e jazz. Attraverso le note di “Bianco Natale”, di “O holy night”, di “ Feliz Navidad” e di “La vita è bella” la splendida voce di Elena e la sapienza musicale del quartetto hanno costruito un fantastico percorso di armonie solenni e di vivaci e trascinanti intermezzi, che sembravano corrispondere pienamente, con la varietà calibrata dei toni e dei ritmi, agli affreschi che adornano le pareti e la volta della Chiesa con scene in cui il disegno e la tecnica “popolari” assumono un valore ieratico, austero, proprio perché tra una storia e l’altra non c’è pausa, e le figure raccontano tutte un solo grande mistero, quello della vita e della morte. Sembrava che il pubblico tutto percepisse questa suggestione, e che la voce di Elena Annunziata, che sa essere dolce, profonda, delicata, vigorosa, spiegasse a tutti, con l’immediatezza che solo il canto e la musica possono garantire, le ragioni della corrispondenza che veniva a delinearsi tra il “luogo” e l’evento. Nella seconda parte si sono esibiti, con Elena, il baritono Vittorio Termini e la soprano Pina Ronca, che hanno voluto onorare questo Concerto di Natale con la loro presenza. Giuseppe Gentile accompagnava gli artisti alla tastiera.
Ascoltare le voci mirabili che eseguivano “Silent night”, “Wonderful”, “Mater Jubilaei” e contemplare nello stesso momento il quadro dell’altare maggiore, in cui un anonimo pittore del sec. XVII ha messo insieme, con una impaginazione che si ispira all’arte popolare, San Francesco, un santo dall’incerta identità, la Madonna e il Bambino, e i “notabili” di Ottajano che facevano parte della Congrega “Santa Maria Visitapoveri” e garantivano ogni anno la dote per le nozze a dieci “donzelle povere”; sentire le voci magiche che interpretavano “Halleluiah” e ricordare, nello stesso momento, che nella sacrestia della Chiesa sono conservati, in un cuore d’argento, i bigliettini con cui le madri di Ottaviano affidavano alla Madonna i loro figli che partivano per la guerra: tutto questo si è trasformato in un’emozione intensa, e ci ha disvelato, per un lungo attimo, l’essenza vera del bisogno dello spirito, presente in ciascuno di noi, di credere che ci sia un “aldilà” che dà senso alla vita terrena, alla Natività, alla magia dell’arte, alla commozione stessa che si dipingeva sul volto dei cantanti e dei musicisti. Elena Annunziata e i suoi amici ci hanno dimostrato, ancora una volta, che la musica e il canto, quando vengono espressi non solo dalla tecnica, ma anche dal cuore degli artisti, sono la via più breve e più luminosa verso il Sacro. E gli applausi del pubblico hanno confermato questa certezza.
La presentatrice ha ringraziato, a nome di tutti, l’Amministrazione Comunale che ha patrocinato l’evento, il sindaco avv. Luca Capasso, l’assessore alle politiche giovanili, Elena Picariello, l’assessore al turismo, prof. Biagio Simonetti. E ha ringraziato, la presentatrice, il dott. Francesco Annunziata, Priore della Congrega “S. Maria Visitapoveri”, che ha ospitato la manifestazione: la sensibilità culturale del dott. Annunziata è troppo nota, non ha bisogno delle mie parole. Non ha bisogno di parole il fotografo, Rino D’Antonio, raffinato lettore e interprete della realtà. Sue sono le fotografie che corredano l’articolo.
L’arte vera, quella di Elena Annunziata, dei musicisti di “Ondanueve”, di Vittorio Termini, di Pina Ronca, di Giuseppe Gentile, dell’amico Rino, meritano non parole, ma solo applausi. E una interminabile richiesta di “bis”.








