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Aniello Saviano

Saviano, già assessore allo Sport, Spettacolo e politiche giovanili (dal 2013 al 2017 nella prima consiliatura Capasso) ha annunciato nel corso del consiglio comunale di lunedì scorso, in videoconferenza web, il suo passaggio al gruppo misto. Lascia dunque «Ottaviano Città Ideale» in aperta polemica con l’assessore Biagio Simonetti.

La frizione tra il consigliere e l’assessore di riferimento del gruppo con il quale entrambi sono stati eletti è andata in diretta web. La polemica nasce dal consiglio comunale precedente, non trasmesso in streaming per problemi tecnici, una seduta nella quale Saviano era assente. Ebbene, in coda alla seduta di lunedì, Saviano ha chiesto di poter fare una comunicazione e affermato di essersi sentito attaccato da Simonetti. «Sono stato tirato in ballo dall’assessore che, per rispondere ad un’osservazione fatta da un consigliere di minoranza, o meglio per non rispondergli, ha spostato il discorso su un altro tema tirando in ballo un vecchio gruppo che esprimeva un assessore, cioè io, e sostenendo di non ricordare cosa avessi realizzato. Non conosco il motivo per cui si attacca un consigliere di maggioranza, oltretutto candidato nella stessa lista che ha espresso l’assessore e per di più assente nello scorso consiglio». A questo punto Saviano ha affermato che «è venuto a mancare il rapporto di lealtà e fiducia verso l’assessore» e che ha intenzione di restare sì in maggioranza ma di collocarsi nel gruppo misto. Annunciando dunque che al più presto avrebbe comunicato formalmente e per iscritto il passaggio al presidente del consiglio comunale. «Se poi l’assessore si vuole confrontare su quello che ho fatto negli anni da assessore e su quel che ha fatto lui, sono disponibile».

La replica di Simonetti è stata breve, ma ha acceso ancor più gli animi: «Il consigliere Saviano, che tra l’altro è tale solo grazie alle mie dimissioni, non ha compreso. Non ricordavo nemmeno che lui fosse stato assessore». «Ero il primo dei non eletti – ha replicato ancora Saviano – chiunque fosse stato al mio posto sarebbe divenuto consigliere».  Il battibecco tra i due amministratori non deve essere stato gradito al sindaco Capasso che ha tentato di sedare la polemica chiedendo al presidente del consiglio comunale di spegnere i microfoni.