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Ormai lo abbiamo promesso: “Ci vediamo a Napoli!” Cosa volete che sia un pareggio?

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Il Napoli pareggia con l’Inter e perde il primato. Ma il sogno resta intatto

Per quanto la cosa possa interessare davvero a poche persone (e mi pare pure giusto), ci sono giorni che ci metto molto più del dovuto per arrivare a Napoli. Al capoluogo, intendo. Il traffico del tuo paesino (insignificante, bisogna ammetterlo), quello del paesone che attraversi per arrivare alle autostrade e infine il traffico della città, quello sì molto significativo: tutto converge per farti perdere tempo in auto, per innervosirti, per farti accumulare ritardi pazzeschi.

Ora, sarà per questa distanza reale e psicologica che da mesi noi poveri tifosi della provincia (e quindi provinciali, diciamocela tutta) non facciamo che ripeterci: “A maggio ci vediamo a Napoli!”. Vogliamo dire che, in caso di scudetto della squadra del cuore, ci incontreremo tutti in strada, a festeggiare. Non ci basterà il paesino e nemmeno il paesone limitrofo: pretendiamo la città dai “mille culure”. Lo ripetiamo nelle consapevolezza che, per chi deve percorrere più o meno 30 chilometri, raggiungere Napoli sarà un’impresa quel giorno, anzi quella notte: impazzimento generale, “toda joia toda beleza”.

Qualcuno riderà del sogno, tutto provinciale, di stare a Napoli quella notte: i tifosi delle altre squadre penseranno che siamo poveretti. Lo penseranno proprio loro, che quando vincono lo scudetto sono costretti a gioire nel bagno di casa e a tirare lo scarico più volte per nascondere le urla di esultanze. Eppure questo sogno provinciale tiene uniti e allegri: è un prospettiva. Minimal, per carità. Ma è una prospettiva. Ed in nome di questa prospettiva bisogna ancora credere allo scudetto.

Io non so a quanti ho detto: “Uè, ci vediamo a Napoli”. E dinanzi all’idea di una notte di felicità cosa volete che sia un pareggio con l’Inter?