In dirittura d’arrivo la nuova legge sulle Agenzie Ambientali. La Campania test nazionale. Controlli e omogeneità di azioni.
L’avessero fatta prima nella terra dei fuochi campana ci sarebbero stati meno drammi. Parliamo della riforma delle Agenzie ambientali. Il Senato ha impiegato due anni per approvare un testo che dalla settimana prossima passa alla Camera. Inizia un nuovo cammino parlamentare. Le aspettative sono enormi per gli effetti che la riforma avrà sui territori devastati. Ermete Realacci, Presidente della Commissione ambiente della Camera e ispiratore della legge è, però, fiducioso sui tempi. Nasce un sistema nazionale per rafforzare i controlli, garantire efficacia ad ampio raggio e soprattutto azioni omogenee in tutta Italia.Si rilancia il principio “chi inquina paga”. E si dà anche nuova autorevolezza all’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione dell’ambiente. Resta da risolvere il finanziamento adeguato per fare tutto ciò che la legge prevede. Il governo ha buone intenzioni e presto si vedrà. I monitoraggi sul territorio richiedono soldi e sono una necessità primaria avvertita nella terra dei fuochi campana almeno da dieci anni. La prevenzione e la repressione sono gli altri capisaldi della nuova legge. Finora si è andati avanti in modo bizzarro con le Agenzie a lavorare in maniera disomogenea. Qui si tollera, lì no, con siti poco lusinghieri. Gestiamo un Paese arcobaleno con zone risanate, progetti attuati e zone trascurate in modo intollerabile. Le competenze e gli approcci erano – e purtroppo lo sono ancora – diversi. Ora si unifica e si stabilisce un coordinamento per intervenire seriamente mediante una cabina di regia nazionale. Una battaglia vinta. Ancora una volta la Campania, sarà un test vero. I dirigenti ambientali avranno in mano livelli essenziali di prestazioni tecniche ambientali. Se saranno bravi e rispettosi delle nuove regole, impermeabili a pressioni e burocrazie, faranno funzionare quel sistema informativo nazionale dell’ambiente, di cui parliamo da anni. L’organizzazione territoriale potrà fare bene se agirà rispettando anche la legge sugli ecoreati dell’anno scorso e il nuovo Codice degli appalti. Gireranno milioni di euro per bonifiche, acquisto di strumentazioni, analisi di laboratorio, incarichi professionali. Nella discussione parlamentare non sono stati tralasciati i collegamenti operativi con le norme sul consumo del suolo e sulla regolamentazione delle aree protette. Un sistema che sarà efficace se gli strumenti saranno coordinati. Il coordinamento comporta una perdita di potere per ciascuno, una sensibilità e uno spirito di collaborazione verso risultati tangibili per le popolazioni, che francamente abbiamo visto poco. Una volta per la sorveglianza ci si affidava al Corpo forestale,ora non sarà più così. I berretti verdi dell’ambiente sono entrati nell’Arma dei carabinieri. Qualche critica è stata sollevata per questa perdita d’identità e di professionalità. Ma niente impedirà ai Comandi dei Carabinieri di utilizzare quelle antiche competenze nel modo più appropriato. C’è un’attesa generale nel far applicare e rispettare le norme, a farle valere senza tolleranze e sotterfugi di dubbia liceità, come chiede più di tutti, l’ambiente violato della Campania.






