Nella battaglia ambientalista il tribunale di Roma restituisce ai Comuni 100 milioni di euro pagati da tutti. Benefici per la centrale del Garigliano.
Uno Stato con il “vizietto” delle tasse. Accade anche quando sono dovute ai Comuni, dopo averle prese dalle tasche dei cittadini. Succede per tanti settori della vita pubblica, ma da ieri trattenere soldi a Roma, invece di girarli ai Comuni che ospitano siti nucleari, è “vizietto” meno nascosto. Il tribunale civile di Roma, ha riconosciuto che le risorse indebitamente sottratte dal 2004 al 2011 devono essere immediatamente versate ai Sindaci di quei Comuni. L’assegno che il governo dovrà staccare a stretto giro è di 100 milioni di euro. Il saldo conclude così una battaglia legale che ha visto in campo sindaci molto determinati e poco lieti dei ritardi per la piena denuclearizzazione dei territori. Sono impegnati, come i colleghi di altre città europee, in una lotta per l’ambiente e la tutela della salute dei cittadini. Garigliano, Trino Vercellese, Caorso, Latina, Montalto di Castro non aspettano che il totale smantellamento. La Sogin, la società pubblica di scopo, procede con il piano di dismissione e la individuazione del deposito nazionale di scorie radioattive. Ha un passo lento, però, che non soddisfa i Comuni, le popolazioni e le decine di comitati che chiedono la rapida riqualificazione dei siti. Lamentano molte lusinghe e in più – fino a ieri- la beffa di non godere del prelievo a loro destinato versato da tutti gli italiani. Dal 2003 nella bolletta elettrica si paga un contributo destinato alla dismissione e bonifica delle ex centrali nucleari. Due anni dopo l’istituzione della tassa, si manifestò il “vizietto” del governo. Con un provvedimento fu stabilito che solo il 30 per cento dell’incassato sarebbe andato a ristoro delle servitù nucleari. Il tribunale di Roma ha dato ragione ai Comuni, intimando il versamento di tutte le somme trattenute. Si chiude una vertenza. L’Anci ha creato da tempo una struttura dedicata a questa battaglia e i commenti brillanti da Nord a Sud si sprecano. L’organizzazione dei Comuni, attraverso Fabio Callori responsabile della struttura, si rammarica di aver dovuto vincere questa battaglia in un’aula di giustizia, piuttosto che in una sede politico-parlamentare. Ma tant’è e ora portano a casa i soldi. I giudici sono stati più bravi dei politici a correggere il ” vizietto”.






