Lettera di denuncia degli studenti del Liceo Classico di Nola che protestano per il malfunzionamento del riscaldamento e avviano lo sciopero
Da giorni gli studenti del Liceo Classico “Giosuè Carducci” di Nola sono costretti a seguire le lezioni in condizioni di forte disagio a causa del mancato funzionamento dei sistemi di riscaldamento. Aule gelide, temperature rigide e studenti obbligati a restare in classe con cappotti, sciarpe, plaid e persino borse dell’acqua calda: è questo il quadro denunciato in una lettera inviata dagli stessi ragazzi e resa pubblica.
Nella missiva, gli studenti esprimono profonda preoccupazione per una situazione che non riguarda solo il comfort, ma anche la salute e la sicurezza. «È inaccettabile che, in pieno XXI secolo, si sia costretti a studiare in queste condizioni», scrivono, richiamando il diritto allo studio come diritto fondamentale che non può essere garantito senza ambienti adeguati.
Secondo quanto riferito, le segnalazioni e le richieste di intervento avanzate nei giorni scorsi non avrebbero ancora prodotto risposte concrete da parte delle istituzioni competenti. Un silenzio che ha alimentato un forte senso di abbandono tra gli studenti, che parlano apertamente di mancanza di responsabilità e di attenzione verso una comunità scolastica lasciata sola ad affrontare il problema.
Di fronte al perdurare del disagio, da tre giorni gli studenti hanno deciso di scioperare, rifiutandosi di frequentare le lezioni fino al ripristino delle condizioni minime di sicurezza e comfort. Una protesta pacifica ma determinata, con cui i ragazzi chiedono di non essere trattati come cittadini di serie B e di vedere finalmente riconosciuti i propri diritti.
La richiesta è chiara: un intervento immediato e risolutivo sul sistema di riscaldamento dell’istituto. La scuola, sottolineano gli studenti, deve essere un luogo di crescita, formazione e tutela, non uno spazio di sofferenza e disagio.
Ora si attende una risposta dalle istituzioni. La speranza è che l’appello degli studenti del Liceo Carducci non resti inascoltato e che si agisca con urgenza per restituire dignità e normalità alla vita scolastica.



