Cala il numero dei positivi a Nola: circa duecento in meno rispetto a tre settimane fa. Riaperto anche il pronto soccorso generale ai pazienti no Covid. La città può tirare un sospiro di sollievo, ma bisogna tenere alta l’attenzione.
Dopo le nuove restrizioni presentate dal governo Conte e con il passaggio della Campania da zona rossa ad arancione, si iniziano a intravedere i primi segnali positivi. Di tutta l’area nolana, la città bruniana è stata senz’altro quella che ha fatto maggiormente parlare di sé. Le vicende ancora poco chiare con cui la sanità all’ospedale S. Maria della Pietà gestisce il proprio pronto soccorso in tempo di Covid-19 sono state al centro delle principali questioni affrontate dall’amministrazione comunale.
Una situazione che per settimane non ha fatto altro che dispensare panico e incertezza in paese. Aperture, chiusure, seguite da brevi riaperture e ancora chiusure dei cancelli del pronto soccorso generale. La poca chiarezza unitamente all’aumento dei casi, di gran lunga superiori ai 500, rendeva incomprensibile l’intera vicenda. Da una nota dello scorso 26 novembre si evince con chiarezza come il presidio ospedaliero fosse pronto a riaprire le porte del pronto soccorso anche ai pazienti no Covid, giunti in ospedale perché bisognosi di assistenza per patologie ordinarie.
Dopo le numerose limitazioni approvate dal Presidente del Consiglio che hanno marchiato di rosso anche la Regione Campania, la situazione a Nola sembra decisamente migliorata. Una comunità che finalmente può tirare un sospiro di sollievo se si pensa che ad oggi si contano 332 positivi attivi, a fronte dei 655 registrati il 13 novembre. Segni di miglioramento che fanno certamente la differenza dopo mesi per nulla facili da affrontare per la città di Nola. Segnali positivi che consentono di prendere finalmente una boccata d’aria. Importante, adesso, è non sottovalutare la situazione. Duecento positivi in meno non sono sinonimo di fine emergenza, tutt’altro devono aiutare a riflettere: questo è il momento di continuare quanto fatto fino ad ora, evitando il rischio di vanificare ogni singolo progresso.
L’allerta resta comunque alta, soprattutto in vista delle festività natalizie. Forti le strette del governo che impone delle ulteriori restrizioni. Bisogna scongiurare ad ogni costo lo scoppio di nuovi focolai in un periodo in cui si è soliti riunirsi con amici e parenti per festeggiare il Natale e il nuovo anno. Saranno giorni sicuramente più intimi, per molti anche sofferti, ma è doveroso fare piccoli sacrifici adesso per evitare danni maggiori nell’attesa di un più che mai incerto 2021.


