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Ci sono partite che ti fanno disperare, sono quelle nelle quali va tutto storto, i movimenti dei singoli, quelli di squadra, l’attitudine, l’approccio alla gara è sbagliato, la concentrazione resta a casa. Sono quelle partite durante le quali vorresti spegnere la TV perché ti sembra troppo irreale quello che stai vedendo. Ci è ormai familiare questo stato di cose. E poi c’è l’andata della semifinale di Coppa Italia, contro l’Atalanta, dove sei combattuto tra la rassegnazione e la sensazione di aver scampato un possibile mazziatone.

Il Napoli che scende in campo è quello che non le vuole prendere: cauto, attento, concentrato. E questo non può dispiacerci. Si mette a specchio con l’Atalanta; è una scelta rischiosa, perché rispetto agli avversari, il Napoli non ha mai giocato con una difesa a 3. Questa scelta la dice lunga sul momento azzurro. Gattuso cerca di evitare i duelli, prova anche a trovare le sue punte con lanci lunghi, ma verso praterie troppo desolate. Ma l’equilibrio dura poco. Per buona parte del tempo subisce gli avversari, si fa bucare centralmente. La porta di Ospina resta inviolata solo grazie alla sua attenzione e all’imprecisione avversaria. Il Napoli è spesso troppo lungo per poter creare una trama, uscire dalla pressione asfissiante avversaria, e portare i suoi in fase realizzativa. E la solfa non cambia nella ripresa. Servirebbe una squadra diversa, ma il Napoli di Gattuso ha solo un obiettivo, quello che si prefigge l’ultima delle provinciali, difendersi e portare il risultato a casa. Non che nel finale non vi sia qualche tentativo di raggiungere l’area avversaria, ma una volta usciti Insigne e Lozano, le anime di questa squadra, il Napoli perde il genio, e si limita ulteriormente. Da lodare l’attenzione di Ospina, che salva il risultato in più occasioni e un intervento salvifico di Koulibaly. Ci vediamo tra una settimana.

Accontentiamoci del risultato, almeno di quello. Questo non è il Napoli senza ragione tipico degli ultimi due mesi, è un Napoli che decide di giocare da provinciale, come l’ultima della provinciali, si difende, e si difende. Questa partita merita un giudizio interlocutorio. L’avversario non è più una provinciale che arriva a giocare col dente avvelenato con una delle prime della classe, oggi i ruoli sono invertiti. I ruoli si sono invertiti perché l’Atalanta può insegnare tanto al Napoli. Il Napoli prende alla lettera questo divario, e sceglie di fare la provinciale in pieno, si accontenta del risultato. Anche se in casa avremmo sperato in un’intraprendenza maggiore. Oggi Gattuso è il re del pragmatismo! Sono stato molto critico nelle ultime settimane, non lo dimentico, e non mi rimangio nulla. Ma oggi, posso accettare la prestazione contro l’Atalanta. Gattuso ha preso coscienza della situazione, e forse ha capito che il suo lavoro e quello della squadra non possono portare a qualcosa di meglio in questo momento. Lo accetto, lo accetto molto più del NaN di Verona – Napoli, e dello Zero di Juventus – Napoli. Oggi bisogna contestualizzare il Napoli nel suo momento storico, e capire che non può più di questo, e bisogna accettare che giochi da provinciale con l’Atalanta. Forse, vorremmo che in situazioni simili giochi da vera provinciale, e cioè che riesca almeno a costruire delle trame di gioco per recuperare palla, e ripartire in contropiede, per punire gli avversari su una singola azione concessa. In realtà vorremo ritornare a giocare un bel calcio e dominare gli avversari, almeno ogni tanto.