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i sequestro in via Masard
i sequestro in via Masard

Il gip del tribunale di Nola ieri ha fatto sequestrare tre cantieri per un totale ci 78 appartamenti quasi ultimati e 22 da realizzare ancora. Valore complessivo 30 milioni di euro. Ci sono anche una fabbrica e un garage 

 

Licenze taroccate per dare il via a un’imponente speculazione edilizia: nuovi appartamenti venduti a prezzi stellari, fino a oltre 300mila euro per abitazione.  E’ il sospetto della magistratura inquirente, un’accusa pesante che sta determinando l’allargamento dello scandalo delle concessioni edilizie rilasciate fino all’estate dell’anno scorso dal Comune di Pomigliano, sulla base del piano casa regionale. Ieri infatti la polizia municipale, su disposizione del gip del tribunale di Nola, ha dato il via al maxi sequestro di quattro edifici a destinazione residenziale per un totale di 100 appartamenti, 78 dei quali già quasi ultimati e 22 non ancora realizzati e per i quali sono state soltanto gettate le fondamenta. Il provvedimento si aggiunge a quello, praticamente identico a quest’ultimo sotto il profilo giudiziario, che il 30 novembre dello scorso anno ha portato al sequestro di un condominio in costruzione da 50 appartamenti non ancora realizzati (anche in questo caso ci sono solo le fondamenta). Non è finita. Ieri sono stati sequestrati dalla polizia municipale pure un opificio di 18mila metri quadrati e un garage, che secondo gli investigatori sono stati edificati sempre in violazione della legge sul piano casa. Valore presunto di tutti i beni sigillati: 30 milioni di euro. Contestualmente la Procura di Nola, sempre ieri, ha inviato 9 avvisi di garanzia nei confronti dei costruttori e dei loro tecnici. Reati contestati: false attestazioni nella consegna al Comune delle documentazioni che hanno portato al rilascio delle licenze e abusivismo edilizio, con l’aggravante del reato continuato e in concorso. Dei 78 appartamenti quasi ultimati che sono stati sequestrati 60 sono concentrati in due palazzi attigui, un opificio e un garage sorti in via Masarda, periferia di Pomigliano al confine con Sant’Anastasia. Altri 18 alloggi, quasi finiti, sono invece relativi al sequestro di una palazzina moderna in via Imbriani, nel centro storico di Pomigliano. Per questi due cantieri sospetti, quelli di via Masarda e di via Imbriani, sono indagate, tra gli altri, le due giovani nipoti di un noto imprenditore della grande distribuzione commerciale, il titolare di una catena di supermercati. Le donne, secondo gli inquirenti, figurano come titolari di un’impresa di costruzioni ma in realtà una sarebbe una casalinga e l’altra una studentessa. Una terza donna indagata è il tecnico di queste operazioni edilizie, un architetto di Pomigliano finito sotto inchiesta per lo stesso motivo (falso e abusivismo sul piano casa) nell’ambito del precedente sequestro del 30 novembre, messo a segno sempre dalla polizia municipale in via Fiume, quello che ha portato al blocco del cantiere per la realizzazione di 50 appartamenti al posto dello storico cinema Mediterraneo, raso al suolo per far posto a nuovo condominio. Ieri il terzo sequestro ha coinvolto infine un cantiere in via Corradino, a poca distanza dal centro di Pomigliano: sigillate le fondamenta di un palazzo in costruzione da 22 appartamenti. In tal caso sono accusati di falso ed abusivismo edilizio in concorso un costruttore di Casalnuovo di 23 anni, due giovani donne, una residente a Casalnuovo e l’altra a Nola, e un architetto di Pomigliano. In tutte le circostanze gli inquirenti contestano la realizzazione di immobili per un numero e per un volume molto superiori a ciò che poteva essere consentito dalla legge e con modalità in ogni caso attuate in violazione della legge regionale “Piano Casa”.