È stata rinvenuta nella tarda notte in uno stabile fatiscente nei pressi dell’ex impianto sportivo “Moccia” di Afragola la salma della 14enne Martina Carbonaro, di cui si erano perse le tracce nel tardo pomeriggio di lunedì. La giovane era uscita di casa intorno alle 19:00 per incontrare un’amica e poi, secondo quanto riferito dalla madre, avrebbe visto il suo ex compagno. Da quel momento, nessuno l’ha più sentita.
Le forze dell’ordine, guidate dai militari della compagnia di Casoria con il supporto del reparto investigativo di Castello di Cisterna, hanno lavorato senza sosta fino alla tragica scoperta avvenuta stanotte. Il ritrovamento è avvenuto dopo ore di ricerche e accertamenti. Il corpo era nascosto sotto un vecchio materasso, all’interno di un edificio in rovina.
L’allarme era scattato quando la madre, non ricevendo più notizie dalla figlia, si era rivolta alle autorità per denunciarne la scomparsa. L’ultimo contatto era avvenuto intorno alle 20:30, quando Martina aveva promesso che sarebbe rientrata a breve. Poi, il silenzio.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli Nord, sono in pieno svolgimento. Le attenzioni degli inquirenti si stanno ora concentrando sull’ex fidanzato della ragazza, ascoltato dagli investigatori nelle ultime ore.
Sui social, il dolore si fa voce attraverso le parole strazianti della madre: “Chi ha fatto del male a mia figlia non resterà impunito. Vola in alto, amore mio.”
Anche il sindaco di Afragola, Antonio Pannone, ha espresso il proprio dolore per l’accaduto:
“Siamo di fronte a una tragedia sconvolgente. È inaccettabile che una ragazza così giovane venga strappata alla vita con tanta brutalità. La nostra comunità è attonita e colpita nel profondo. Alla famiglia di Martina va il cordoglio più sentito da parte di tutta la città. Siamo certi che le autorità faranno piena luce su questa vicenda per individuare il colpevole.”
Il primo cittadino ha inoltre ringraziato tutti i soggetti coinvolti nelle operazioni di ricerca: forze dell’ordine, vigili del fuoco, polizia locale, Prefettura e sistema di videosorveglianza comunale, che hanno collaborato con efficienza e tempestività.
Il quartiere resta sgomento, tra rabbia e dolore, mentre la comunità si stringe attorno ai familiari della giovane vittima.



