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Sono trascorsi sette giorni dalla presentazione delle liste elettorali che saranno impegnate nelle amministrative del 20 e 21 settembre: molto è già successo, come la ricusazione della lista pentastellata e la conseguente esclusione del MoVimento 5 Stelle dalla tornata elettorale, ma molto altro deve ancora succedere. Sarebbe auspicabile, per esempio, che i tre candidati (Vincenzo Esposito, Saverio Lo Sapio e Peppe Jossa, in rigoroso ordine di sorteggio per la scheda elettorale) si sfidassero in dibattiti all’americana, proponendosi dialetticamente alla cittadinanza e valutando la carica propositiva di ciascuno tramite la forza dei rispettivi programmi.

Quello che emerge dopo la prima settimana di campagna elettorale è sicuramente la voglia di Jossa (candidato Pd sostenuto anche dalle liste Azzurra Libertà, La Città che vogliamo, Città in movimento e Impegno Civico) di rimarcare quanto fatto negli anni scorsi per Marigliano come consigliere metropolitano. Non a caso la sua comunicazione si è da subito orientata verso la valorizzazione dei fondi intercettati e dirottati all’amministrazione Carpino: dal Pon Legalità per contrastare l’abbandono scolastico alla rifunzionalizzazione dell’ex Istituto Torricelli da destinare ad auditorium comunale; dai lavori per il campo sportivo “Santa Maria delle Grazie” alla riqualificazione e la messa in sicurezza delle scuole “Rossi Doria” e “C. Colombo” e così via, come illustrato minuziosamente sul sito del candidato.

La stessa amministrazione Carpino verso cui guarda con grande continuità la coalizione dello sfidante, Vincenzo Esposito, nella quale figurano anche assessori uscenti, la qual cosa rischia di generare una sorta di corto circuito nell’elettore, disorientato da tanta fluidità politica. Si è già detto che in questa campagna elettorale non esiste una opposizione: Partito Democratico e Forza Italia vanno a braccetto per una non si sa quanto temporanea “coalizione di pacificazione”, inoltre tutti e tre i candidati provengono dalla lista Pd del 2015, nella quale vennero eletti ben 8 consiglieri comunali. Come se non bastasse, chi fino a un mese fa era assessore (Aliperti, De Rosa) o consigliere di maggioranza (Molaro e lo stesso candidato sindaco, Esposito), oggi si ritrova a promuovere se stesso e il proprio operato finanche valorizzando quanto fatto per l’amministrazione uscente dal candidato Jossa, anch’egli consigliere di maggioranza fino a trenta giorni fa. Insomma, una situazione ingarbugliata che fa riflettere.

È proprio la coalizione di Vincenzo Esposito – candidato dei Popolari sostenuto anche dalle liste Cambia con noi, Andiamo Avanti per Marigliano, Periferia 2030 e Progetto Sociale con Alaia – a prediligere in questa fase un approccio più leggero, tra ironici sfottò riservati ai competitors (impelagati in una alleanza che fa discutere), interviste rilasciate ai giornali e prime annunciate dirette partecipate, oltre alla massiccia presentazione dei candidati sui social.  La compagine che sostiene l’ingegnere Esposito punta tutto sulla valorizzazione delle cose buone fatte dall’amministrazione uscente, sottolineando in particolare le tante opere pubbliche messe in campo per il rinnovamento della città.

Presentazione che in questo momento pare premiare la bontà dell’operazione condotta dalla lista Oxigeno, impegnata in sostegno alla candidatura di Saverio Lo Sapio: non mancano, infatti, i commenti di apprezzamento in merito al fatto che venga mostrato il volto e la vicenda umana dei candidati direttamente su Facebook, ormai ufficialmente divenuta l’agorà di riferimento. Molto apprezzata anche la pubblicazione dei casellari giudiziari dei candidati proposti, e in generale la trasparenza adoperata in questa fase preliminare.

In questa fase di campagna elettorale tutti sembrano molto attenti alla voce della cittadinanza: si promuovono streaming collaborativi, si lanciano appelli per la partecipazione e anche campagne di ascolto. Tuttavia nessun programma parla apertamente dei consigli di quartiere, giusto per fare un esempio: dunque cosa accadrà quando ci si troverà nel vivo dell’amministrare? In che modo verrà concretamente coinvolta la cittadinanza?
Il Consiglio di Quartiere è l’organo di rappresentanza diretta dei cittadini (ne fanno parte i consiglieri eletti a suffragio diretto): uno strumento già esistente in molte città italiane e che qualcuno ha anche portato nella discussione elettorale di questo mese, come accade nella vicina Sant’Anastasia. Al Consiglio di Quartiere è garantito l’esercizio di un ruolo politico, propositivo e consultivo nella formazione degli indirizzi e delle scelte della Amministrazione comunale: ha autonomia decisionale per l’esercizio di attività e la gestione di servizi di base rivolti a soddisfare immediate esigenze della popolazione, nel limite stabilito dagli indirizzi politico-amministrativi del Consiglio Comunale.

Intanto, nelle ultime ore è entrato prepotentemente nel dibattito politico-elettorale l’ex assessore Giovanni Ricci, non ricandidatosi insieme ad altri esponenti di spicco del Pd. Proprio al fine di spiegare ai cittadini i motivi della sua mancata candidatura – per certi versi clamorosa se si pensa che, insieme a pochi altri, egli è stato uno dei protagonisti dell’amministrazione Carpino, agendo per due anni come assessore ai lavori pubblici, Polizia Municipale, Ambiente e Protezione Civile – Ricci ha condiviso un video su Facebook nel quale fa il punto della situazione e offre anche degli spunti interessanti al dibattito.
Secondo Ricci era inammissibile “candidarsi insieme a Forza Italia, ossia insieme a Paolo Russo, una parte politica che ha sempre avversato e disprezzato l’amministrazione uscente”. Non se la sarebbe sentita, l’avvocato, di chiedere nuovamente il voto ai cittadini senza un impegno politico coerente. Ricci chiarisce anche un altro punto: “Se ci fossimo candidati dall’altra parte (con Esposito, ndr) saremmo stati espulsi dal Partito Democratico, come da regolamento”. Il che fa pensare che ci abbiano pensato.

La maggiore provocazione lanciata dall’ex assessore riguarda, secondo lui, il pericolo corso dalla coalizione a sostegno di Jossa: “Sarà la destra a governare, dato che la lista del Pd riuscirà a esprimere non più di tre o quattro consiglieri, mentre gli altri verranno espressi dai partiti camuffati da liste civiche, laddove quella del Partito Democratico è una lista civica camuffata da lista di partito”.

Insomma, una sinistra isolata e oggi più debole che mai, pronta a soccombere allo strapotere della destra, ormai insinuatasi nella coalizione: questa la chiave di lettura di Ricci.
Tuttavia non mancano i commenti che fanno notare all’assessore uscente come anche il Pd di Carpino si sia piegato, al’epoca, ad accordi con liste di centrodestra (Cambia con noi), oggi ancora protagoniste dall’altra parte dello steccato ed espressione, per cinque anni, di un assessorato importante come quello al SUAP.