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Troppo spesso ci rendiamo conto del valore delle cose quando non le abbiamo più. Probabilmente sta accadendo lo stesso in questi giorni di emergenza Coronavirus che ha costretto tanti giovani concittadini a rinunciare anche ad Aula ICS.

Da qualche giorno, infatti, sono vietati gli assembramenti di persone, i luoghi pubblici sono chiusi e questo pesa anche su quei progetti tesi al recupero della socialità e dell’interazione tra le persone. Aula ICS fa parte di questa categoria. Si tratta di una iniziativa promossa e realizzata dai giovani dell’Azione Cattolica Marigliano: li abbiamo incontrati, con tutte le precauzioni del caso, per ascoltare la loro storia intrisa di solidarietà, responsabilità e senso della comunità. L’idea nasce, come accade quasi sempre, da uno stato di necessità. Il gruppo giovani dell’AC, che contempla la partecipazione di ragazze e ragazzi tra i 18 e i 30 anni, puntualmente viveva una difficoltà durante la sessione di esami all’università: la cronica assenza degli studenti alle prese con la preparazione per gli appelli. Periodi di stress che si concretizzavano in momenti di magra partecipazione alle riunioni e alle attività dell’Azione Cattolica, che prevedono anche un passaggio dalla teoria alla pratica: l’impegno concreto di un gesto visibile che sappia incidere sul tessuto sociale, come la cura delle relazioni o il volontariato. L’importante è mettersi al servizio del prossimo. Di conseguenza, il bisogno impellente di dare continuità agli incontri e la necessità di contribuire al territorio con iniziative di impatto civico e sociale hanno portato, nel marzo del 2019, alla nascita di Aula ICS: un’aula studio sui generis, il cui acronimo sta per “Incontro Confronto Studio”.

“All’inizio – ci racconta Agostino Devastato, responsabile del gruppo giovani – avevamo pensato di organizzare questo spazio direttamente in parrocchia, ma alcuni problemi logistici ci hanno fatto optare per un’altra soluzione. Così abbiamo contattato il comune di Marigliano per sondare la disponibilità di un luogo dove poter sviluppare la nostra idea e alla fine abbiamo individuato insieme l’ex chalet delle magnolie, uno spazio che in seguito alla recente riqualificazione è stato trasformato in un centro socioculturale”.

“Non volevamo rischiare di chiuderci in un circuito prettamente religioso, bensì aprirci alla comunità e al territorio, proprio in virtù dello spirito che anima la nostra azione”, aggiunge Pasquale Antonio Ricci, che si presta anche alla comunicazione social dando vita agli efficaci template realizzati per Aula ICS da Teresa, studentessa di architettura.

Nasce così, all’interno degli spazi pubblici che ospitano anche la biblioteca comunale, in piazza Roma, un’idea di aula studio che prende corpo soprattutto grazie alla sinergia con le altre azioni cattoliche della città e all’impegno dei tanti volontari che si organizzano facendo veri e propri turni di gestione, consentendo dunque l’apertura continuata del luogo. In poche settimane, grazie anche al tam tam sui social e alla sua aura di novità assoluta per la comunità, Aula ICS diventa un punto di riferimento per le nuove generazioni alla disperata ricerca di un centro di aggregazione, deficit di lungo corso per una città come Marigliano che conta quasi trentamila abitanti. I numeri parlano chiaro: a quasi un anno dall’inaugurazione sono circa trecentocinquanta le persone registrate che saltuariamente affollano l’aula studio (in realtà suddivisa in almeno tre stanze), al momento pronta per ospitare al massimo una quarantina di postazioni. Tantissimi giovani, sia universitari che liceali, hanno fatto diventare Aula ICS il loro luogo del cuore, instaurando relazioni, facendo nuove amicizie e alimentando di conseguenza la natura stessa dell’operazione, che si snoda nella ricerca continua di dialogo e confronto tra le persone. In fondo, come scriveva nel brano Samba da benção Baden Powell de Aquino – chitarrista e compositore brasiliano così battezzato in onore di Robert Baden-Powell, fondatore dello scautismo – “la vita, amico, è l’arte dell’incontro”.

In modo virtuoso Aula ICS ha generato quella che possiamo definire una nuova “generazione ICS”, parafrasando la famosa locuzione coniata dallo scrittore canadese Douglas J. Coupland e diffusa nel mondo occidentale per descrivere i nati tra il 1964 e il 1980. Una generazione invisibile, rappresentata da una X tesa a identificare la mancanza di un’identità sociale definita, defezione che le ha fatto guadagnare la reputazione stereotipata di apatica, cinica, nichilista e anaffettiva. L’esatto contrario della generazione ICS mariglianese, che nel donare un valore aggiunto alla città, offrendo la disponibilità di animare un luogo fisico, ha dimostrato che l’aggregazione può nutrire e alimentare l’appartenenza e dunque anche il senso della comunità.

Tuttavia qualcosa può farlo ancora meglio l’amministrazione comunale, magari semplificandone la fruizione e cercando di risolvere le criticità già sollevate nel tempo anche dai ragazzi: “Qualche ostacolo è rappresentato dal fatto che i condizionatori d’estate non funzionano e questo rende invivibile la struttura nei mesi più caldi, durante i quali registriamo un calo dell’affluenza. Inoltre l’assenza di una rete Wi-Fi pubblica complica un po’ la vita agli studenti, per esempio ai giovani laureandi di architettura che devono arrabattarsi con la connessione del telefono per gestire i loro progetti. Infine, se il centro socioculturale (oggi anche sede dello sportello GORI, ndr) venisse definitivamente connotato solo da attività sociali e culturali sarebbe più facile caratterizzare il luogo, dargli un’identità chiara per viverlo al meglio”, sottolinea ancora Agostino.

Marigliano ha assoluto bisogno di nuovi luoghi per la socialità e la cultura, di ambienti moderni e smart che agevolino la condivisione e la partecipazione. Sembrano saperlo bene don Lino D’Onofrio e don Pasquale Capasso, rispettivamente attuale ed ex parroco della Collegiata Chiesa di Santa Maria delle Grazie, che in tempi diversi, ma allo stesso modo, hanno sostenuto e incentivato l’impulso di questi ragazzi, formidabili protagonisti del contemporaneo con la loro Aula ICS, idea sviluppata proprio a cavallo tra i due parrocati ma con un solo concreto obiettivo: contribuire concretamente allo sviluppo virtuoso e solidale della città, senza etichette.