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Primo weekend di luglio e prima sortita in piazza per attivisti e tesserati mariglianesi della Lega Nord (nota informalmente anche come Lega dalle elezioni politiche del 2018), il partito guidato da Matteo Salvini. I simpatizzanti del Carroccio si sono dati appuntamento in centro, dove per l’occasione è stato allestito un banchetto a ridosso dell’ex pretura, oggi edificio che ospita il Giudice di Pace.

Marigliano è stata l’unica città della zona, area nolana e vesuviano, a organizzare una raccolta firme che si inserisce nell’ambito di una serie di iniziative nazionali promosse dal partito dell’ex ministro dell’Interno: tra sabato e domenica eventi in mille piazze d’Italia. Si tratta di tre campagne di sensibilizzazione che chiedono lo stop delle cartelle esattoriali (“pace fiscale”), lo stop della sanatoria per i clandestini (“giù le mani dai decreti sicurezza”) e infine lo stop ai vitalizi: a detta dei promotori hanno partecipato anche persone arrivate apposta da altri comuni vicini e lontani. Questo primo appuntamento, presidiato a distanza anche dalle forze dell’ordine, rappresenta la prima uscita pubblica sul territorio comunale del partito di Salvini, espressione dei circa milleduecento voti registrati in città alle elezioni europee del maggio 2019.

Carlo Esposito, uno degli attivisti di riferimento, ha dichiarato che “La Lega ha un’impronta che deve essere difesa: noi siamo il riferimento per l’intera area nolana. Al momento non sappiamo ancora se in città ci sarà una lista civica. Le elezioni sembrano vicine ma in realtà sono lontane, se ne parlerà dopo ferragosto. Certo, nel caso noi siamo pronti ma come Lega. È un fatto che negli ultimi due anni, in Campania, la Lega sia passata da diecimila a oltre quattrocentomila voti, preferenze spontanee ottenute pur senza avere alle spalle un apparato: ora bisogna stare attenti a non far salire sul carro tutti quelli che ci stanno provando”.

A quanto pare la Lega non autorizzerà l’utilizzo del simbolo ad altre liste in giro per l’Italia, di conseguenza si potrà ripiegare esclusivamente su liste civiche, più o meno riconosciute dal leader (dipenderà forse dai risultati elettorali ottenuti). A settembre, poi, le cose potranno cambiare anche drasticamente.